Natale, quattro famiglie su dieci preferiscono i dolci fatti in casa

dolci di natale

Durante le festività natalizie, quattro famiglie su dieci preparano i dolci tipici di Natale in casa, prediligendo le ricette regionali, tramandate da generazioni. La preparazione dei dolci in casa torna ad essere un’attività gratificante all’intero delle famiglie, anche con il coinvolgimento dei bambini. Ecco qual è il dolce a cui sono più legati i siciliani.

LE PREFERENZE DEGLI ITALIANI

Dall’indagine condotta da Coldiretti/Ixè, diffusa in occasione del weekend dedicato alla scoperta dei dolci di Natale del territorio, è emerso che, per il Natale 2022, il 41% delle famiglie italiane preparerà le ricette tradizionali in casa.

Se il 78% degli italiani preferisce il panettone al pandoro (74%), su oltre metà delle tavole delle famiglie italiane (52%) sono presenti le specialità a chilometro zero caratteristiche dei diversi territori.  

I DOLCI DI NATALE

In Sicilia, i buccellati sono i dolci di natale siciliani per eccellenza. Ne esistono di vario tipo, forma e ripieno a seconda delle varie parti della Sicilia. Esiste il buccellato intero dalla forma circolare e quelli più piccoli dalla forma allungata. Vi sono quelli semplici con un po’ di zucchero a velo, quelli decorati con la glassa e le codette di zucchero colorate; anche il ripieno varia di zona in zona da quelli ripieni con i fichi secchi a quelli con mandorle, marmellata e cioccolato.

“Si tratta di specialità che – conclude la Coldiretti – arricchiscono le tavole delle Feste presenti nel periodo natalizio anche nei menu del periodo di Natale nei tanti agriturismi diffusi lungo il territorio impegnati a conservare nel tempo le tradizionali alimentari del territorio”.

LE TRADIZIONI DOLCIARIE DA NORD A SUD

Da Nord a Sud del Bel Paese, le curiosità sono moltissime e tutte fortemente legate alla tradizione locale dei territori d’Italia” sottolinea la Coldiretti. “In Basilicata non possono mancare i calzoncelli di pasta fritta con ripieno di mandorle e zucchero oppure castagne e cioccolato, in Calabria si consuma la pitta “mpigliata” con la sua caratteristica forma a rosellina (o rosetta). In Campania è il tempo di roccocò e susamielli, mentre in Puglia troviamo le cartellate baresi, nastri di una sottile sfoglia di pasta, unita e avvolta su sé stessa sino a formare una sorta di “rosa” impregnata di vincotto tiepido o di miele, e poi ricoperte di cannella, zucchero a velo oppure mandorle”.

Al nord – continua la Coldiretti – in Friuli torna  la gubana, una pasta dolce lievitata, con un ripieno di noci, uvetta, pinoli, zucchero, grappa, scorza grattugiata di limone, dalla caratteristica forma a chiocciola, in Emilia Romagna la spongata ripiena di miele, uva passa, noci, pinoli, cedro,  in Liguria del pandolce (impasto di farina, uvetta, zucca candita a pezzetti essenza di fiori d’arancio, pinoli, pistacchi, semi di finocchio, latte e marsala ) e in Lombardia, dove troviamo il Panun de Natal, un dolce ricco di frutta secca e molto profumato fatto con il grano saraceno e che può avere la forma di un filoncino leggermente appiattito o più raramente di una pagnotta rotonda, rigonfia al centro. 

Ma ogni regione – precisa la Coldiretti – offre le sue specialità come in Valle D’Aosta il Flantze, in Piemonte il Crumbot, in Veneto la Pinza, in Trentino lo Zelten, in Toscana il Panforte, nelle Marche il Frustingo, in Umbria il Pampepato, nel Lazio il Pangiallo, in Abruzzo il Parrozzo, in Molise il Cippillati di Trivento e in Sardegna il Pabassinas. 

Fonte foto ricerchedea.it