Incendio discarica di Bellolampo, diossina nell’aria di Palermo: i dati dell’Arpa

Tutti i focolai nella discarica sono stati spenti. Via intanto all’ordinanza del sindaco Roberto Lagalla che permette di abbancare i rifiuti all’interno dell’area ex Unieco

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Allarme diossina a Palermo dopo l’incendio che ha interessato la quarta vasca della discarica di Bellolampo. L’Arpa ha rilevato la presenza della sostanza nell’area.

“La determinazione di diossine sull’aria campionata nei pressi della località Inserra, dalle ore 22.00 del 24 luglio alle ore 22.00 del giorno dopo ha restituito una concentrazione pari a 939 TE fg/m3“, si legge nel sito dell’ente. “I risultati riflettono la formazione di diossine e furani e la loro presenza in aria ambiente, che costituisce un dato da attenzionare. I valori di concentrazione riscontrati sono indicativi della presenza di una fonte emissiva locale.”

Incendio discarica di Bellolampo, spenti i focolai

Nella giornata di ieri è giunta intanto la notizia dello spegnimento di tutti i focolai nella discarica. Giuseppe Todaro, presidente di Rap, ha inoltre dichiarato che non si sono registrati ulteriori principi d’incendio.

“Continuiamo, in raccordo con i vigili del fuoco, a mettere materiale nella quarta vasca così come stabilito nel vertice effettuato ieri in prefettura – ha spiegato Todaro – abbiamo richiesto di poter utilizzare, seppure in via momentanea, l’ex area Unieco per poter accogliere i rifiuti provenienti dalla città. La situazione è in fase di normalizzazione anche per quanto riguarda la raccolta dell’immondizia”.

Per potenziare gli interventi, che sono andati avanti anche di notte, Rap ha impiegato anche mezzi cingolati dell’Ente sviluppo agricolo e del Genio militare. Intanto, sempre nella giornata di ieri, è arrivata l’ordinanza del sindaco Roberto Lagalla che permette di abbancare i rifiuti nella discarica di Bellolampo all’interno dell’area ex Unieco. La misura si è resa necessaria per via dell’impossibilità dei mezzi di raccolta di raggiungere a terza vasca “a causa delle combustioni ancora da tenere sotto controllo in quarta vasca, nonostante non ci siano più stati focolai o principi di incendio in quarta vasca”.

“L’ordinanza scongiura un’emergenza rifiuti in città con conseguente rischio per la salute pubblica – ha sottolineato il sindaco -. L’ordinanza è valida per un periodo non superiore ai 15 giorni e l’obiettivo in questi giorni è di proseguire, come del resto già si sta facendo senza sosta grazie al lavoro delle squadre Rap con il coordinamento dei Vigili del fuoco, con le operazioni di spegnimento delle combustioni in quarta vasca, in modo da dare ai compattatori nel più breve tempo possibile la possibilità di raggiungere la terza vasca”.

Incendi a Palermo, rilevati nell’aria picchi di benzene e polveri sottili

I drammatici roghi che nei giorni scorsi si sono verificati in diverse zone di Palermo non potevano non lasciare traccia nell’aria che si respira in città. A darne contezza in una relazione apposita, firmata dalla direttrice dell’unità operativa sulla qualità dell’Aria Anna Abita, è stata l’Arpa. “Nei giorni degli incendi a Palermo si sono registrati dei picchi di benzene nelle centraline dell’Arpa di piazza Castelnuovo, via Belgio, piazza Indipendenza, via Di Blasi. Concentrazioni non riconducibili al traffico veicolare in orari dove non ci sono ingorghi”, ha spiegato l’ente.

La nota aggiunge: “In via Belgio a partire dalle 23 del 24 luglio al 26 luglio si sono registrati livelli alti di concentrazione di benzene. Più o meno negli stessi giorni ci sono state concentrazioni elevate nelle altre zona dove si trovano le centraline dell’agenzia regionale. I picchi di concentrazione in particolare nelle ore notturne sono correlabili agli incendi che si sono sviluppati dal 24 luglio”.

“Anche le concentrazioni del pm10 (polveri sottili) hanno registrato fino al 25 luglio il superamento del valore limite così come il pm2. Nella giornata del 25 luglio le concentrazioni giornaliere nelle stazioni di Pa-Boccadifalco in particolare, ma anche nella stazione Pa-Belgio abbiano raggiunto valori ben superiori a quelli registrati nei giorni precedenti, 360 u.g per metro cubo e 190 u.g per metro cubo rispettivamente, quando il limite è di 50 u.g. per metro cubo. Dal 26 è stata registrata una diminuzione al di sotto del limite”.

A questi dati si affiancano ora quelli relativi alle concentrazioni di diossina. Le analisi in questo caso sono durate circa 72 ore.

 

 

 

 

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