Covid-19, così gli antinfiammatori riducono i ricoveri del 90%: ecco quali

Una terapia a base di antinfiammatori avviata all’inizio dei sintomi sarebbe capace di ridurre gran parte delle ospedalizzazioni.

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Una terapia a base di antinfiammatori avviata all’inizio dei sintomi da Covid sarebbe capace di ridurre gran parte delle ospedalizzazioni, quasi del 90%

Dopo ormai due anni e mezzo di pandemia, l’intera comunità scientifica è concorde in maniera unanime su un dato: ad uccidere i malati di Covid-19 è l’infiammazione legata al virus e non quest’ultimo in sé e per sé. 

Lo studio

La terapia è stata oggetto di diversi studi, un’importante ricerca pubblicata su Lancet infectious diseases e riportato da Il Corriere della Sera, condotto dall’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri e dall’Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

La terapia a base di antinfiammatori non steroidei

Secondo quanto riporta il quotidiano, per delle forme lievi da infezione da Covid, sono in particolar modo efficaci degli antinfiammatori non steroidei, come i Fans, utilizzati solitamente per alleviare il dolore (analgesici), ridurre l’infiammazione (antiflogistici), e abbassare la temperatura corporea in caso di febbre (antipiretici).

Gli effetti

Con la loro somministrazione durante la malattia, il tempo di risoluzione dei sintomi si accorcia dell’80% e la necessità di supplementazione di ossigeno del 100%. Se i contagi dovessero tornare a salire- prevede lo studio- la terapia precoce con antinfiammatori potrebbe così scongiurare la pressione eccessiva sugli ospedali.