Addio alla leggendaria Jane Birkin, interprete di “Je t’aime… moi non plus”

L’artista britannica naturalizzata francese raggiunse l’apice della popolarità in coppia con Serge Gainsbourg

Jane Birkin, sogno erotico di tantissimi negli anni Settanta, è scomparsa all’età di settantasei anni nella sua casa di Parigi.
La salute dell’attrice, cantante e regista, aveva iniziato a vacillare nel 2021, anno in cui aveva aveva avuto un ictus da cui, tuttavia, si era ripresa. 
Nei mesi scorsi, le sue condizioni erano peggiorate tanto da annunciare la cancellazione di alcuni spettacoli con la promessa, però, di tornare a esibirsi. 
Ma l’artista, inglese di nascita e naturalizzata francese, purtroppo non ce l’ha fatta. 
Secondo le prime notizie, sarebbe stata ritrovata senza vita nella sua dimora parigina. 

UN’ICONA CAPACE DI SCIOCCARE MORALISTI E BENPENSANTI 

La maxi frangia, la dentatura irregolare e il broncio iconico – “il più bello del cinema”, secondo qualcuno – erano i tratti distintivi di Jane Birkin, originaria di Marleybone, nel Regno Unito, che incarnava alla perfezione l’inquietudine delle giovani donne europee dei decenni scorsi. 
Era l’epoca di modelli femminili quali Nico e Marianne Faithfull, Sandie Shaw e Twiggy
Magrissima, quasi androgina, dotata di un fascino “scandaloso” e magnetico, è diventata famosa in tutto il mondo per il celeberrimo duetto con Serge Gainsbourg.
Con l’artista francese di origini ucraine, compositore e paroliere sfrontato, visionario ed elegante, incide “Je t’aime… moi non plus“, originariamente registrata con Brigitte Bardot
Fu però grazie alla coppia, conosciutasi nella Parigi glamour alla fine degli anni Sessanta, che la canzone divenne un successo mondiale. 
Una hit senza tempo, sinonimo di trasgressione a tutte le latitudini, associata all’immagine imperitura dei due avvinghiati provocatoriamente. 
Dalla loro unione nascerà Charlotte, anche lei attrice e cantante. 
L’artista, nel 2021, dedica alla madre il documentario “Jane by Charlotte”. 

FASCINO GLAMOUR E IMPEGNO UMANITARIO 

L’impatto di Jane Birkin sulla cultura di massa fu tale da indurre la maison francese del lusso Hermès a dedicarle una borsa dei desideri, la costosissima Birkin Bag.
Ma lei era molto di più di un’icona di stile: basta osservare la sua performance nel film cult “La piscina” di Jacques Deray, dove recita insieme a Romy Schneider e Alain Delon, per rendersi conto della sua presenza scenica inquietante, caratterizzata da un fascino abbacinante. 
Forse non sarà ricordata come un’ attrice memorabile, ma è indubbio che Jane Birkin abbia lasciato un segno in tutte le pellicole che ha interpretato. 
Candidata due volte ai premi César, ha recitato in opere come “Il romanzo di un ladro di cavalli”, “Una donna come me” e “Assassinio sul Nilo”. 
Gli anni Duemila sono per Jane Birkin quelli della tensione sociale e civile: diviene infatti ambasciatrice di Amnesty International.
In molti la ricordano, durante un rally promosso dalla grande organizzazione umanitaria, apporre la sua firma in un cartellone sul Pont des Arts a Parigi. 
Era il 10 dicembre del 2008, e si commemorava il sessantesimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani. 

FOTO © Loic VENANCE / AFP