Pandemia e lavoro: a pagare le conseguenze maggiori sono le donne

E’ quanto si legge in un dossier della Fondazione studi dei consulenti del lavoro.

Sono le donne a pagare le maggiori conseguenze della chiusura delle attività causata dalla pandemia da Covid-19. Tra il secondo trimestre 2019 e lo stesso periodo di quest’anno, infatti, il virus ha fatto sfumare 470.000 posti ‘rosa’. E, dunque, su 100 impieghi persi (in tutto 841.000) in un anno, quelli femminili “rappresentano il 55,9%” del totale. E’ quanto si legge in un dossier della Fondazione studi dei consulenti del lavoro.

MOLTE DONNE HANNO RINUNCIATO A RICERCARE UNA NUOVA OCCUPAZIONE

Nell’ultimo anno (da giugno 2019 allo stesso mese del 2020), inoltre, nella componente femminile “la tendenza ad allontanarsi dal lavoro, rinunciando anche alla ricerca di un’occupazione, è cresciuta sensibilmente, facendo registrare un incremento di 707.000 donne inattive (+8,5%), soprattutto nelle fasce giovanili”. 

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