Palermo, quanti rimpianti: ma l’anno prossimo dovrà essere quello buono

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In attesa di sapere quale squadra tra Monza e Catanzaro sarà la terza promossa in Serie A dopo Venezia e Frosinone, i playoff di Serie B hanno regalato emozioni forti, colpi di scena e qualche amarezza inaspettata. Tra le protagoniste più attese c’era il Palermo, che aveva chiuso la stagione regolare al quarto posto con un organico di tutto rispetto e le ambizioni di una piazza che sogna la Serie A da anni. Il sogno, però, si è infranto in semifinale contro il Catanzaro: un’eliminazione bruciante, decisa da un solo gol complessivo tra andata (sconfitta 3-0 al Ceravolo) e ritorno (vittoria 2-0 al Barbera), che ha lasciato un senso di incompiuto difficile da smaltire. Il ritorno nel massimo campionato è rinviato, ma la tifoseria rosanero non vuole sentire ragioni: la prossima stagione dovrà essere quella buona.

Come si spiega la sconfitta nei playoff

La semifinale contro il Catanzaro ha sorpreso praticamente tutti. Un risultato che ha stupito persino i migliori siti scommesse del mercato italiano, che avevano dato Pohjanpalo e compagni ampiamente favoriti, quantomeno per raggiungere la finale. E invece i calabresi, pur perdendo il match di ritorno, con organizzazione e intensità, sono riusciti a contenere i rosanero e a strapparsi il pass per la finale con un gol di scarto complessivo. Cosa è andato storto? I playoff hanno una logica propria, diversa da quella della stagione regolare: le partite si decidono su episodi, la tensione è massima e spesso il fattore mentale – che in questa fase sembrava essere dalla parte della squadra di Alberto Aquilani – pesa quanto quello tecnico. Il Palermo ha pagato forse la pressione di essere il favorito, la difficoltà di sbloccarsi nei momenti decisivi, oltre alla solidità e al vento in poppa di un avversario che non ha mai rinunciato a lottare su ogni pallone. Una sconfitta che brucia, ma che deve diventare patrimonio da cui ripartire.

Cosa è mancato per la qualificazione diretta

Il Palermo ha concluso la stagione regolare con la sconfitta per 2-0 contro il Venezia e con un quarto posto a 72 punti, a -9 dal secondo posto che assegnava la promozione diretta. Il gap con Venezia e Frosinone, le squadre promosse direttamente, non è stato enorme in termini di punti, ma è stato sufficiente per costringere i rosanero a passare dai playoff, con tutto ciò che questo comporta in termini di pressione e imprevedibilità. L’analisi della stagione regolare disputata dalla squadra allenata da Filippo Inzaghi rivela alcune lacune: una continuità di rendimento non sempre all’altezza delle ambizioni, qualche ko di troppo in partite sulla carta abbordabili e una tendenza a perdere punti nei momenti cruciali del campionato. Il Palermo ha dimostrato di avere qualità superiori alla media della Serie B, ma non è riuscito a trasformarle in una classifica che gli avrebbe evitato il percorso più tortuoso verso la promozione. 

Che mercato aspettarsi per raggiungere la Serie A

La dirigenza rosanero sa che la prossima stagione non ammette più alibi. Il progetto ha basi solide, la piazza è calorosa e le risorse ci sono: manca l’ultimo passo, quello che separa il Palermo dalla Serie A. Per compierlo, il mercato estivo dovrà essere mirato e intelligente. Le priorità sembrano chiare: un attaccante di qualità superiore capace di fare la differenza nei momenti che contano da affiancare al capocannoniere Pohjanpalo, qualche innesto in mediana per alzare il livello di qualità e intensità, e soprattutto la conferma degli elementi migliori della rosa attuale. Il rischio, per una squadra che ha deluso in semifinale, è quello di perdere qualche pezzo pregiato attirato da offerte di club di Serie A o di top club di Serie B. Trattenerli sarà fondamentale, ma in tal senso il club non dovrebbe avere problemi vista la forza economica di cui dispone. Palermo è una piazza storica che merita la massima serie: l’anno prossimo non ci sono più scuse.

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