Palermo, asili nido comunali riaprono il 7 settembre, Marano:«Cautela d’obbligo»

L’assessora alle Politiche Giovanili, Scuola, Salute, Lavoro, Giovanna Marano: “Ma ci devono essere tante attenzioni e tanta consapevolezza della prevenzione, e delle norme igieniche”

Un grande impegno per i bambini e le famiglie, in vista di un anno scolastico che si preannuncia, anche più del precedente, pieno di incognite. Motivo in più per rilanciare e rafforzare l’alleanza che unisce personale delle scuole e degli spazi educativi, famiglie e Amministrazione comunale, per l’obiettivo comune che è il benessere dei nostri figli e nipoti”. Queste le parole del sindaco Leoluca Orlando dopo l’annuncio dell’assessora alla scuola Giovanna Marano, che, stamani, nel corso di una conferenza stampa tenutasi presso l’asilo nido comunale “L’Aquilone”, a illustrato le scelte relative ai servizi educativi comunali per la Prima Infanzia (0/6 anni) per per il nuovo anno scolastico.

Lunedì intanto verranno pubblicate le graduatorie provvisorie degli asili nido di Palermo (0-6 anni)

Come di consueto, l’Area Educazione a gennaio ha curato la campagna di iscrizioni. Quest’anno per la prima volta con istanze presentate esclusivamente on-line a seguito dell’emergenza epidemiologica e del conseguente lockdown.

Questi i numeri. Le 26 strutture (più il Centro Bambini e Famiglie) possono accogliere oggi circa 870 bimbi. . In totale sono 846 i bambini ammessi (441 bambini riconfermati, 405 bambini nuovi ammessi nelle strutture). Altri 535 bambini sono in lista di attesa. L’Amministrazione conta di recuperare diverse unità, attingendo ai residuali posti vacanti ancora presenti in alcuni nidi, alle graduatorie degli asili vicini e, poi, come di consueto, avvalendosi degli asili accreditati e di una sezione “Primavera” che esiste già da qualche anno. Per i bambini riconfermati, la riapertura è fissata per il 7 settembre. Per coloro che, invece, sono al primo inserimento e che, quindi, necessitano di un periodo di ambientamento più lungo, anche in presenza del genitore, l’ingresso al nido sarà nelle due settimane successive. Le fasce orarie saranno le seguenti: 7.30/13.30 – 8.00/14.00.

A parlare è l’assessora Marano: “Abbiamo ritenuto opportuno  assumerci la responsabilità di anticipare i tempi di pubblicazione della graduatoria, rispetto alla comunicazione delle linee guida da parte del Ministero ad un mese circa dalla riapertura, perché è importante che le famiglie comincino ad incassare qualche certezza, dopo mesi vissuti nel buio più assoluto. Di solito, infatti, queste graduatorie vengono pubblicate a marzo, purtroppo ora siamo giunti quasi ad agosto. Ancora le direttive ministeriali per la fascia 0-6 anni non sono arrivate. Abbiamo appreso ieri che la viceministra Ascani ha riconvocato una riunione per lunedì. Pensiamo che, a livello nazionale, i ritardi dipendano dall’esigenza di definire protocolli specifici per una fascia di età in cui non ci può essere la distanza tra rima buccale – precisa l’assessora – , ma ci devono essere tante attenzioni e tanta consapevolezza della prevenzione, delle norme igieniche e, soprattutto, tanta voglia di sanare tutta quella distanza, quella lontananza e quelle discontinuità che i bambini hanno sentito per sei mesi. E gli adulti devono farsene carico”.

UNA RIPARTENZA RESPONSABILE

“Ripartiamo  – prosegue la Marano – , dunque, con un patto di corresponsabilità, che riguarda tanto le educatrici, quanto i genitori perché valgano le regole di prevenzione, di tracciabilità sanitaria, ma al contempo quel senso familiare e di cura che i bambini hanno ricevuto in questi luoghi prima del covid. Quello che chiediamo al Governo sono le linee guida, ma anche risorse e deroghe per assumere tutte le educatrici che servono. Il Covid è stato uno shock socio economico e i servizi 0-6 hanno la necessità di essere potenziati, non uno di meno rispetto al pre covid. Anzi, arricchire l’offerta educativa sarebbe la risposta migliore per combattere gli esiti sociali ed educativi del post pandemia”.

“Noi saremo garanti, come ente locale per i servizi che gestiamo noi – ha concluso l’assessora – che questo avvenga nel modo più adatto per dare continuità a quel concetto di cure educative di cui le bambine e i bambini di questa età hanno bisogno”.

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