“Multe e tasse arretrate senza more”: come funziona la nuova pace fiscale del Comune di Palermo
Pagamento tasse - fonte pexels - palermolive.it
Una pace fiscale senza more, questa è la proposta del Comune di Palermo ai cittadini palermitani. Al Consiglio comunale è arrivato il via libera alla rottamazione quinquies, la definizione agevolata che permette a cittadini, famiglie e imprese di regolarizzare i debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione nel periodo compreso tra il primo gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023.
Nel calderone entrano vecchie cartelle, tributi comunali rimasti indietro, multe non pagate e debiti che negli anni sono cresciuti tra sanzioni, interessi e maggiorazioni. Gli atti del Comune vengono citati, tra gli altri, ICI, IMU, TASI, TARI, TARES, TARSU e sanzioni del Codice della strada. Per le multe il meccanismo segue la stessa logica, ma con una precisazione: la sanzione principale resta da pagare. Lo sconto, invece, riguarda interessi, maggiorazioni e aggio.
La rottamazione potrà riguardare anche posizioni già finite in precedenti definizioni agevolate e poi decadute per mancato pagamento. Per aderire bisognerà rivolgersi all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Dal 15 settembre 2026 i contribuenti potranno consultare nell’area riservata del sito dell’Agenzia i carichi definibili, cioè le posizioni che possono rientrare nella misura. La domanda dovrà poi essere presentata esclusivamente online tra il 16 settembre e il 31 ottobre 2026.
Dopo la richiesta, sarà l’Agenzia delle Entrate-Riscossione a comunicare entro il 31 dicembre 2026 l’importo complessivo da pagare, il numero delle rate e le relative scadenze. A quel punto il contribuente potrà scegliere se saldare tutto in un’unica soluzione entro il 31 gennaio 2027 oppure rateizzare fino a un massimo di 54 rate bimestrali. Le scadenze saranno sei ogni anno: 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre. Le singole rate non potranno essere inferiori a 100 euro. In caso di pagamento dilazionato, è previsto un interesse del 3% annuo a partire dal primo febbraio 2027. La misura, quindi, elimina sanzioni e interessi maturati sul debito pregresso, ma non rende completamente priva di interessi la scelta della rateizzazione.
Un provvedimento – quello della rottamazione – che non riguarda solo i contribuenti. Per il Comune è anche un tentativo di rimettere in movimento una parte dei crediti rimasti per anni nei bilanci, spesso difficili da incassare. Secondo la proposta portata in Aula, i carichi ancora da riscuotere e potenzialmente interessati dalla definizione agevolata superano i 6 miliardi di euro. Al netto di sanzioni e interessi, la cifra scende a poco meno di 5 miliardi.
