Israele, attacco alla sinagoga, 7 morti e 10 feriti. Ucciso l’assalitore

L’attentatore palestinese è stato ucciso dalla polizia, Hamas parla di “vendetta” per i 9 palestinesi uccisi da un raid israeliano a Jenin

A Gerusalemme Est, nell’insediamento ebraico di Neve Yaakov, sette persone sono rimaste uccise e 10 ferite in un attacco terroristico ad una sinagoga. La polizia ha ucciso l’aggressore, un palestinese di 21 anni, Alqam Khairi. L’attentatore non sarebbe stato noto ai servizi di sicurezza ma, come scrive la stampa palestinese, sarebbe il nipote di Khairi Alkam, un operaio pugnalato a morte da un colono israeliano nel 1998.

L’attentato

Stando alle prime ricostruzioni, l’attentato è avvenuto davanti ad una sinagoga e continuato a poca distanza dal luogo di culto. Il capo della polizia di Gerusalemme ha comunicato che l’uomo, dopo aver sparato davanti alla sinagoga, è fuggito a bordo di un’auto verso una zona vicina, a prevalenza araba. Raggiunto dagli agenti, secondo la stessa fonte, ha sparato ai poliziotti prima di essere colpito a sua volta e ucciso.

Ieri un blitz delle forze israeliane in un campo profughi palestinese con 9 morti

Decine di agenti sono stati dispiegati sul posto. Il servizio di ambulanze ha comunicato che i medici hanno soccorso molte persone colpite e che sette di loro sono state dichiarate morte sul posto. Fonti della polizia hanno detto che le forze di sicurezza sono a caccia di possibili fiancheggiatori dell’attentatore. Secondo quanto riferisce il sito del Jerusalem Post, nel quartiere di Neve Yakoov, a Jenin, in Cisgiordania, la notizia dell’attacco sarebbe stata festeggiata con “fuochi d’artificio e spari in aria”. Ieri il campo profughi di Jenin è stato teatro di un blitz delle forze israeliane costato la vita a nove palestinesi.

Fonte foto Adnkronos