Giovane detenuta si toglie la vita in carcere, la madre: “Mi ha detto che non ce la faceva più”

“La madre sperava in un colloquio la prossima settimana. Voleva rassicurare la figlia”, ha spiegato l’avvocato Marzia Ballestra

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Si chiama Azzurra Campari la giovane che nelle scorse ore si è impiccata all’interno del carcere Lorusso e Cutugno di Torino. La struttura ha visto nel giro di poche ore la morte di due detenute: oltre alla 28enne, è deceduta infatti anche la 43enne Susan John, che da fine luglio aveva intrapreso lo sciopero della fame perché non le era permesso di vedere il figlio di 10 anni.

La famiglia di Azzurra Campari vuole ora vederci chiaro. “Durante l’ultima videochiamata mi ha detto che in cella non ce la faceva più“, ha raccontato la madre, Monica, a La Stampa. La donna ha spiegato che da giorni cercava di ottenere un colloquio con la figlia, ma nessuno avrebbe risposto a chiamate e mail. “Vogliamo capire cos’è successo”, afferma.

Giovane detenuta si suicida a Torino, chi era Azzurra Campari

Il 29 luglio Azzurra Campari era stata trasferita dal carcere di Genova Pontedecimo al Lorusso e Cutugno di Torino. Uno spostamento, secondo quanto riportato da La Stampa, di cui la madre e la legale non sarebbero state informate. Tuttavia, i familiari della giovane donna speravano potesse trattarsi di un evento favorevole, dato che la figlia era stata trasferita in una struttura di riferimento per il trattamento delle patologie psichiatriche. 

Cresciuta a Riva Ligure, in provincia di Imperia, Azzurra Campari aveva un difficile passato alle spalle. Dopo alcuni anni in comunità da bambina, era uscita da ragazzina e si era iscritta ad un istituto alberghiero. Aveva poi lasciato gli studi ed era finita nel circolo della dipendenza dalle droghe, per un certo periodo curata al Serd. Aveva commesso anche alcuni reati e il cumulo di condanne l’ha portata in carcere a fine aprile.

Il legale: “Aspettiamo l’autopsia per capirne di più”

Si tratta, nello specifico, di vecchi reati commessi tra il 2013 e il 2014. Avrebbe dovuto scontare una pena detentiva fino a marzo 2025. “Ci sembra tutto inspiegabile – ha dichiarato l’avvocato Marzia Ballestra, legale della madre di Azzurra -. Abbiamo ricevuto pochissime informazioni e aspettiamo l’autopsia per capirne di più. L’unica cosa certa è che in carcere non poteva stare, ma la sua incompatibilità non era stata ancora certificata”.

“La madre sperava in un colloquio la prossima settimana. Voleva rassicurare la figlia”, ha aggiunto. “Se è mancata l’attenzione e la vigilanza, si tratta di un fatto gravissimo”. Intanto, la procura ha aperto due inchieste per istigazione al suicidio: una verte sul caso di Azzurra Campari, l’altra su quello di Susan John.

Foto da Facebook

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