Avvistati i cuccioli dell’orsa Amarena uccisa in Abruzzo: si lavora per salvarli

I cuccioli hanno un’età approssimativa tra i cinque e sei mesi, e non sono in grado di provvedere da soli al loro nutrimento

È in atto una corsa contro il tempo per salvare i due cuccioli dell’orsa Amarena, uccisa giovedì scorso da un allevatore di San Benedetto dei Marsi, in Abruzzo. Gli animali, che hanno un’età approssimativa tra i cinque e sei mesi, non sono in grado di provvedere da soli al loro nutrimento e potrebbero essere una facile preda per la fauna selvatica, visto che non sono ancora capaci di difendersi. Nella ricerca e nei tentativi di catturarli sono impegnati i carabinieri forestali e ì guardiaparco. Dopo che riusciranno nell’impresa si provvederà alla loro cura ed al loro reinserimento in natura nei prossimi mesi.

La capoguardia del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, Michela Mastrella, ha spiegato che dopo quello fallito venerdì, ieri si è fatto un nuovo tentativo. “Dopo l’avvistamento — ha detto —, i cuccioli hanno ripetuto il tragitto che hanno fatto con la mamma, partendo da una zona della Rupe di Venere fino a ritornare qui a San Benedetto: saremo operativi con delle squadre miste, carabinieri forestali e guardie del Pnalm, quasi certamente un veterinario e una biologa». Sono state messe trappole con esche, del cibo per attirarli e quindi, per cercare di catturarli, perché essendo troppo piccoli non possono essere colpiti da cartucce narcotizzanti”.

Brambilla: “Un atto di malvagità gratuito”

L’onorevole Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente ha detto che quanto successo è un atto di malvagità gratuito. Aggiungendo: “Ora dobbiamo pensare anche ai suoi cuccioli che non hanno nemmeno l’età per sopravvivere da soli. Ci vorrà tutto l’impegno del nostro personale specializzato per trovarli e farli crescere in modo che possano essere reinseriti in natura. Ma nulla può sostituire completamente le cure di una madre e la sua capacità di insegnare ai piccoli come si vive nel bosco. Questa è veramente una storia infame».