Avellino – Palermo, le pagelle: Johnsen indemoniato, bene Fortin e Barba, Gyasi è il solito flop di giornata
Il Palermo manca il poker di vittorie fermandosi sull’1-1 al Pertenio di Avellino. Una partita di alti e bassi, con i rosanero (fortemente rimaneggiati) che dominano il gioco ma che faticano a trovare spazi in avanti. Johnsen entra e segna, Fortin decisivo. Di seguito le pagelle con i migliori e i peggiori rosanero in campo oggi:
AVELLINO: Martinelli 6; Izzo (C) 6,5, Venturi 5, Enrici 6; Cancellotti 5,5 (dal 16′ Missori 5), Di Maggio 6 (dall’86’ Sounas s.v.), Palumbo 6,5, Besaggio 6, Moruzzi 6; Pandolfi (dal 57′ Cheddira 7), Russo 6,5 (dall’87’ Biasci 6). ALL.: Nesta.
PALERMO: Fortin 7,5; Cassandro 6,5 (dall’86’ Pierozzi s.v.), Bani (C) 6, Barba 7, Augello 6,5; Palumbo 5, Ranocchia 5,5 (dal 76′ Gomes 5,5), Segre 6 (dal 59′ Estevez 6); Gyasi 4 (dal 59′ Johnsen 7,5), Pohjanpalo 6 (dal 76′ Gabrielloni 6), Vavassori 6. ALL.: Inzaghi.
I MIGLIORI DEL PALERMO
Barba: A sorpresa, prende il posto di Ceccaroni nell’11 titolare. Ingaggia subito un bel duello con Pandolfi, stravinto dal difensore rosanero che giganteggia negli anticipi e nelle chiusure difensive sulla trequarti. L’esperienza e il carisma non sono una sorpresa, lo è la sua ottima condizione atletica. Con Cheddira, naturalmente, le cose si complicano un po’, ma riesce comunque a fare il suo.
Johnsen: Entra al posto del povero Gyasi e spacca in due la partita, ancora una volta. Con lui in campo il Palermo trova profondità, velocità e imprevedibilità negli ultimi 20 metri. Giocatore di categoria superiore che, però, sembra sempre dovere convincere Inzaghi di poter incidere anche senza subentrare a partita in corso. Comprendiamo le esigenze tattiche e di copertura sulla corsia di competenza, ma non si può concedere un giocatore agli avversari per un’ora. È un rischio che una squadra che lotta per il vertice non può e non deve correre.
I PEGGIORI DEL PALERMO
Gyasi: Spiace puntare sempre il dito contro questo ragazzo, ma date le prestazioni è davvero inevitabile. Inzaghi lo schiera dal primo minuto al posto di Johnsen, ma dal campo non arrivano riscontri positivi: poca corsa, lentezza, errori marchiani, scarsissima incisività. In attesa di essere piacevolmente smentiti, continuiamo a sottolineare come Gyasi rappresenti nei fatti l’anello debole di questa rosa. Non può essere un valido rincalzo, men che meno un potenziale titolare. Occasioni ne ha avute tante, ma non è mai riuscito a sfruttarle. Perché continuare a insistere su di lui?
