Truffa e evasione, confiscati nuovamente i bar Chantilly a Palermo

I beni erano già stati confiscati nel 2019

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Confisca di beni per circa due milioni di euro nei confronti di Michele Giandalone; si tratta di un imprenditore di 46 anni, accusato di truffa e auto riciclaggio. L’esproprio in primis ha riguardato i due bar Chantilly a Palermo: il primo all’angolo tra viale Strasburgo e via Alcide De Gasperi mentre il secondo all’interno del centro commerciale di via Ugo La Malfa. Inoltre, confiscati anche la società “Auto e passioni srl”, una Porsche Macan S, una casa, due magazzini tra il capoluogo e Corleone; oltre a conti correnti, depositi, investimenti assicurativi e rapporti finanziari.

La confisca dei beni è stata decisa dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Palermo. Le società di Giandalone, condannato anni fa per truffa e evasione, secondo la Guardia di Finanza avrebbero evaso l’Ires e l’Iva per 5 milioni; accumulando anche un debito di 17 milioni con l’Erario.

Secondo le indagini della Dia, nel periodo tra il 1999 e il 2008 sarebbero state riscontrate sproporzioni economiche. Ciò aveva fatto ipotizzare una provenienza illecita del denaro. Il sequestro era già stato deciso nel 2019, ma successivamente annullato dal Tribunale del Riesame.