Roberto Benigni apre Sanremo e omaggia la Costituzione

L’attore toscano conquista l’attenzione del pubblico e rivolge un pensiero ai popoli oppressi dal totalitarismo e dalla guerra

Ad aprire la settantatreesima edizione del Festival di Sanremo è uno degli attori italiani più amati di sempre: Roberto Benigni, che irrompe sul palco con la consueta verve, ironizzando affettuosamente su Amadeus.  
Sottolineando la presenza di Sergio Mattarella, primo Presidente della Repubblica a partecipare alla kermesse nella storia, si lancia in un lungo omaggio alla Costituzione, paragonandola a una vera e propria opera d’arte. 
“La Costituzione è un sogno fabbricato da uomini svegli- osserva l’attore toscano – ed è stata una folgorazione veloce”. 
“I Padri e le Madri costituenti appartenevano a partiti diversi e avevano visioni differenti – sottolinea – ma sono rimasti uniti con l’obiettivo di scriverla tutti insieme”. 
Un invito all’audacia, a frequentare il futuro con gioia, suggerito già a partire dall’articolo 1. 
Ovvero, quello che fissa i principi della democrazia, della sovranità popolare e del diritto al lavoro.  

L’ARTICOLO 21 

Secondo Roberto Benigni, tuttavia, l’articolo più fulgido della Costituzione è il 21, “l’architrave”  che sancisce tutte le libertà dell’uomo. 
Non manca il riferimento al ventennio fascista, contrassegnato dalla paura, o meglio, “dall’obbligo della paura”. 
“L’articolo 21 ci ha liberati dall’obbligo della paura – afferma – ma non dobbiamo dimenticare che in Paesi vicino al nostro c’è chi, solo per il fatto di ballare o mostrare i capelli viene oppresso brutalmente”. 

L’ULTIMA PAGINA 

“Alla Costituzione dobbiamo crederci fino in fondo – conclude – facendola vivere ogni giorno: i Padri e le Madri Costituenti ci hanno tracciato la strada, ora tocca a noi trasformare il sogno in realtà e scrivere la conclusione “.