Palermo, pestato di botte e ridotto in fin di vita in via Maqueda: identificata la vittima

Il giovane, 19 anni, arrivato a Lampedusa su un barcone, è ricoverato al Policlinico ed è stato identificato dalla polizia.

infermiera

Il giovane migrante tunisino ridotto in fin di vita durante una rissa tra un gruppo di maghrebini e una banda locale, ha finalmente un nome. Il giovane, 19 anni, arrivato a Lampedusa su un barcone, è ricoverato al Policlinico ed è stato identificato dalla polizia. Il consolato adesso è all’opera per rintracciare la famiglia, visto che le sue condizioni sono gravissime ed è necessario il consenso dei genitori per iniziare l’osservazione di morte cerebrale.

La polizia sta rintracciando sia i connazionali con cui la vittima si trovava la sera della rissa, sia il gruppo arrivato da Ballarò per dare una lezione ai giovani nordafricani. La rissa è avvenuta la sera del 4 luglio a Palermo, all’incrocio tra via Maqueda e via Fiume. Tutto sarebbe cominciato da un diverbio fra i ragazzi magrebini e un venditore di pannocchie. Secondo alcuni testimoni i nordafricani pretendevano di avere il controllo su quel tratto di isola pedonale di via Maqueda e non volevano la presenza dell’ambulante. Gli inquirenti, coordinati dal procuratore aggiunto Ennio Petrigni, hanno sentito i testimoni del pestaggio e stanno visionando le immagini riprese dai sistemi di videosorveglianza.