Caro Palermo, hai un grande futuro ma ancora non sei da Serie A: ecco perché

Dopo i recenti risultati ottenuti dal Palermo in campionato, che hanno portato la squadra rosanero ad una progressiva perdita di posizioni in classifica, ci si interroga in questi giorni se il team di Corini, a cinque giornate dalla fine, possa ancora ritenersi o meno in corsa per un posto nell’ambita griglia dei playoff. La tifoseria, come sempre in questi casi, si divide in due fazioni: gli inguaribili ottimisti (rimasti ormai in pochi) ed i disfattisti cronici, che alla prima difficoltà mollano subito gli ormeggi della speranza. Al di là di quante siano o meno le possibilità per i rosa di giocarsi agli spareggi l’approdo in Serie A, sarebbe doveroso porsi una domanda diversa: il Palermo meriterebbe oggi di andare nella massima serie? La risposta guardando le cose da un punto di vista oggettivo e, numeri alla mano, è “no”.

Un’annata di consolidamento

Una squadra che dopo trentatré giornate non è ancora riuscita a cucirsi addosso un’identità di gioco e che, nelle ultime dieci partite, ha ottenuto una sola vittoria, perdendo più volte l’opportunità di piazzarsi stabilmente nella zona nobile della classifica, non meriterebbe di raggiungere (non ce ne voglia nessuno) un risultato così importante e ambizioso. Sarebbe probabilmente più dignitoso e onesto ammettere che questa è stata, come detto d’altronde ad inizio campionato dalla stessa proprietà rosanero, un’annata di “consolidamento”. Sarebbe, certamente, più dignitoso ritornare nella massima serie del campionato italiano da vincitori. Nel calcio, un po’ come nella vita, porsi degli obiettivi e raggiungerli è fondamentale e dà sicuramente soddisfazione. Meritarseli, però, ne dà mille volte di più. 

Riconoscere i propri limiti, ma anche il proprio potenziale

Che questa squadra abbia dei limiti, arrivati a questo punto della stagione, è evidente a tutti, ma non tutto è da buttare. L’annata, cominciata con le dimissioni di Baldini e Castagnini, non era sicuramente nata sotto i migliori auspici. Il dover in qualche modo ricominciare da zero, a pochi giorni dall’inizio del torneo, con un nuovo allenatore, nuove idee tattiche e nuovi giocatori, non ha sicuramente agevolato la partenza dei rosa. Il Palermo ha faticato parecchio prima di cominciare a diventare squadra, e questo non è un alibi ma un semplice dato di fatto, per altro comprensibilissimo.

L’anno del ritorno in B, però, come dicevamo, non è da prendere come un totale fallimento, a prescindere da quale sarà il piazzamento finale. È servito innanzitutto a saggiare il polso di un torneo che avevamo quasi dimenticato. Questo agevolerà il Palermo nel prossimo eventuale campionato cadetto, che inizierà sabato 19 agosto. Un torneo che, se vedrà ancora il Palermo nella griglia di partenza, lo vedrà probabilmente protagonista.

Un futuro a tinte rosa

L’approccio dovrà essere diverso, partendo dalle basi di quest’anno, dai punti di forza e cercando di colmare le falle emerse durante l’attuale stagione. Il potenziale c’è, ed è anche tanto. Non dimentichiamo che il Palermo adesso ha le spalle coperte da una delle proprietà più solide del panorama calcistico mondiale. Inoltre, a giugno verrà inaugurato il Centro sportivo di Torretta, una struttura completa e all’avanguardia, che i rosanero potranno sfruttare da subito per preparare al meglio il prossimo campionato e cominciare a scrivere un futuro a tinte rosa. Con quale guida tecnica, viste le ultime perplessità su Corini, è ancora tutto da vedere. 

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