Occupato simbolicamente l’Assessorato ai servizi sociali, le donne della Kalsa: “Senza giustizia sociale non c’è emancipazione”

Richieste garanzie sulla situazione abitativa delle famiglie che vivono all’interno dell’Ex Convento di Santa Maria della Pietà, occupato da nove anni da quindici nuclei familiari che lo hanno ristrutturato mediante la pratica dell’autorecupero

donne

Le donne dell’occupazione abitativa dell’Ex Convento di Santa Maria della Pietà alla Kalsa questa mattina hanno occupato simbolicamente la sede dell’Assessorato ai Servizi Socio Assistenziali del Comune di Palermo, in via Garibaldi. Chiedono garanzie sulla situazione abitativa delle famiglie che vivono all’interno della struttura, occupata da nove anni da quindici nuclei familiari, inseriti nella graduatoria per l’emergenza abitativa, che hanno ristrutturato gli spazi mediante la pratica dell’auto recupero.

Il comunicato delle donne della Kalsa 

Questa esperienza oggi è sotto attacco per la continua minaccia di sgombero imminente da parte delle autorità preposte. “In una fase storica in cui la disoccupazione cresce, il carovita aumenta e i continui tagli ai servizi e alle misure di sostegno (vedi RDC) rendono sempre più precarie e difficili la vita di intere famiglie sotto la soglia di povertà, chiediamo l’immediato blocco degli sfratti, lo scorrimento della graduatoria di emergenza e l’istituzione di un tavolo di emergenza sui temi del diritto all’abitare e al lavoro che si occupi anche di regolarizzare esperienze di autorecupero di immobili abbandonati già in atto”. Così si legge in una nota firmata dalla Confederazione Unitaria di Base Palermo.

“L’emergenza abitativa nella nostra città affonda le radici in politiche decennali di abbandono e invisibilizzazione degli ultimi. Pretendiamo che vengano messe in atto dalle istituzioni strategie reali che affrontano la questione in termini strutturali e non solo di emergenza – prosegue la nota -. Come donne abbiamo deciso di attraversare la giornata dell’8 marzo con un’azione di lotta per ribadire che non può esistere emancipazione per le donne senza giustizia sociale”.

“Il diritto alla casa e al reddito di autodeterminazione sono condizioni essenziali per la libertà delle donne, per la fuoriuscita da situazioni di dipendenza e di violenza – concludono le donne della Kalsa -. Senza giustizia sociale non c’è emancipazione per le donne!”.

Foto ufficio stampa

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