Liquami a Mondello, allagamenti borgate e scarico acque depurate in mare: Cordaro incontra la VII Circoscrizione

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Cordaro - Cusimano

Giovedì mattina in VII Circoscrizione si è svolta una seduta alla presenza del Subcommissario Straordinario Unico per la Depurazione Totò Cordaro e dei dirigenti di Amap. Due gli argomenti trattati in maniera particolare: il primo piazza Castelforte e i continui rigurgiti fognari che interessano l’area e che si propagano lungo via Perseo e viale Venere; il secondo riguarda il progetto che prevede lo scarico delle acque depurate in mare, una prospettiva che ha profondamente colpito e preoccupato la comunità locale.

“Non vorrei che questa sommossa popolare possa distogliere l’attenzione sui problemi importanti che sia il commissario alla Depurazione che quello al dissesto idrogeologico si sono prefissati – dice l’esponente di Forza Italia in Settima Circoscrizione, Ferdinando Cusimano -. Forza Italia è per la tutela per l’ambiente, sia in Circoscrizione che in Consiglio Comunale abbiamo detto che non vogliamo che venga alterato il sistema marino, però, da oltre 30 anni le borgate di Partanna Mondello, Pallavicino, Sferracavallo e Zen soffrono del problema di allegamenti. Nella mozione presentata dal Movimento Cinque Stelle ho presentato sei emendamenti chiedendo che non venga assolutamente fermato questo processo di progettazione per risolvere questi problemi di allagamenti. Le difficolta comprendo che sono tante , ma occorre trovare una soluzione a questa parte di Palermo. Sono fiducioso perché ci sono le norme. Non penso che questo team di progettazione abbia intenzione di danneggiare il territorio. Mi auguro che venga trovata una soluzione per la salvaguardia ambiente e territorio. Ho chiesto anche la possibilità di scaricare oltre l’area marina protetta, ovvero l’area C, quindi oltre gli 850 metri dalla Costa senza andare ad arrecare nessun pregiudizio alla fauna e alla flora marina”.

Oggi è quasi impossibile pensare che le problematiche all’impianto di depurazione di  Fondo Verde possa causare anche in estate uscita di liquami da viale Venere e in altre zone delle nostre borgate – continua Cusimano -. Non è un rimprovero, ma dobbiamo unire le forze per risolvere il problema. Questo danneggia l’immagine del nostro territorio e mette a rischio l’incolumità dei cittadini. Ad Amap faccio i complimenti per il lavoro che svolge costantemente nelle borgate dove ci sono di solito allagamenti, e voglio ricordare la manutenzione costante che viene fatta alle vasche di laminazione e alle caditoie. È chiaro che questo sistema di drenaggio delle acque meteoriche – continua Cusimano – non è ottimale in questo momento, ma va dato atto del lavoro che svolge Amap con impegno. È evidente che ci sono problematiche strutturali, con l’incapacità di raccogliere le quantità di acque meteoriche che si vanno a concentrare nella zona di Mondello. Considerando che queste anomalie verificatesi in periodi con assenza di piogge sia legato anche a problemi di energia elettrica. Se si può segnalarlo al Comune e far sì che situazioni del genere non accadano. Nel 2026 è impensabile vedersi passare per strade liquami”.

Il presidente della VII Circoscrizione Giuseppe Fiore: “In VII Circoscrizione abbiamo condiviso e sostenuto atti di indirizzo orientati alla ricerca di alternative progettuali che prevedano, ad esempio, processi di affinamento o bioraffinazione delle acque depurate, finalizzati al loro riutilizzo in agricoltura, per l’irrigazione e, ove possibile, anche per usi industriali.

Nell’ottica dell’economia circolare, infatti, l’acqua depurata non deve essere considerata uno scarto, bensì una risorsa. In un periodo storico caratterizzato da una crescente scarsità idrica e da fenomeni che accentuano il rischio di desertificazione del nostro territorio, il recupero e il riutilizzo delle acque rappresentano una scelta strategica, necessaria e non più rinviabile.
Garantire risorse idriche per l’agricoltura, favorire utilizzi compatibili con le attività produttive e, al contempo, tutelare il mare e l’Area Marina Protetta di Sferracavallo costituiscono obiettivi che possono e devono procedere insieme.
Preservare l’ambiente, salvaguardare l’ecosistema marino e garantire la salute pubblica rappresentano, per noi, condizioni imprescindibili e finalità da perseguire con determinazione”.

Il consigliere Giuseppe Vescovo: “Noi siamo, in qualche modo, portavoce non solo delle borgate marinare interessate, ma anche dei tanti cittadini che frequentano questo meraviglioso tratto di costa e il nostro lungomare. Per questo motivo siamo rimasti un po’ perplessi dopo l’ultima riunione che si è svolta a Sferracavallo.

Da quell’incontro è emersa comunque una posizione condivisa: la necessità di individuare una soluzione concreta ed efficace. Considerato che ci troviamo ancora in una fase progettuale, che definirei embrionale, ritengo che nulla sia ancora definitivo e che vi sia pertanto la possibilità di apportare modifiche importanti e significative al progetto.
Si tratta certamente di un’opera che può risultare utile per le criticità che intende risolvere; allo stesso tempo, però, va a confrontarsi con un altro valore fondamentale: la tutela dell’ambiente marino e dell’area marina protetta”.

Io mi faccio interprete delle preoccupazioni di tanti cittadini – conclude Vescovo – che chiedono la massima attenzione nella salvaguardia del nostro mare. E quando parlo di mare non mi riferisco soltanto a Sferracavallo, a Mondello o all’Addaura, ma all’intero ecosistema marino, che deve essere protetto e valorizzato”. 

Il Subcommissario Straordinario Unico per la Depurazione Totò Cordaro ha spiegato che la situazione di “Fondo Verde” è “forse la più complessa e delicata tra tutte quelle che stiamo gestendo. Le date parlano chiaro – ha spiegato Cordaro -, dal 1980 al 1996 si è scaricato senza depurazione; dal 1996 al 2013 si è andati avanti fino alla bocciatura del progetto dell’Addaura da parte dell’Area Marina Protetta; successivamente si è tentato di convogliare le acque depurate nel cosiddetto Ferro di Cavallo. Quando si verificò questa possibilità, ci si rese conto che quel sito non poteva essere considerato idoneo: vi era stato trovato di tutto, dai motorini ad altri rifiuti di ogni genere.

Su questo punto non accuso nessuno. A partire da me stesso, credo che tutti dovremmo fare autocritica. Tuttavia la verità è che spesso protestare è più facile che assumersi responsabilità e contribuire a risolvere i problemi. 

La storia ci dice che il governo Conte nominò nel 2020 il Commissario Unico per la Depurazione il professor Maurizio Giugni il quale finalmente affidò al CoNISMa il compito di redigere un progetto credibile, tecnicamente sostenibile e concretamente realizzabile, capace di affrontare definitivamente i problemi che oggi stiamo discutendo. Il CoNISMa, su incarico del Commissario, ha elaborato il progetto che oggi siamo chiamati a valutare”.

“Paradossalmente, mi trovo oggi ad attuare provvedimenti che, in passato, ho contribuito ad autorizzare in sede politica. Cordaro ha poi precisato: “Vorrei essere molto chiaro: io oggi non svolgo un ruolo politico. Svolgo il ruolo di alto funzionario dello Stato. Lo faccio perché il mio percorso professionale parla da sé. Da Assessore regionale al Territorio e Ambiente ho firmato numerosi decreti ambientali riguardanti proprio queste materie”.

“Mi verrebbe facile, da ex Assessore all’Ambiente – ha continuato Cordaro -, schierarmi esclusivamente sul piano politico. Ma se oggi decidessi di bloccare il progetto e reintrodurre modifiche sostanziali, dovrei assumermi la responsabilità di rimandarlo indietro, con la conseguenza di perdere almeno altri due anni”.

“È giusto che tutti sappiano quali sarebbero le conseguenze – sottolinea Cordaro -. Io non sono contrario a valutare soluzioni diverse. Tuttavia ciascuno di noi deve assumersi la propria responsabilità”. 

“Il progetto è stato elaborato dal CoNISMa su mandato della struttura commissariale e validato dagli organismi competenti. Il CoNISMa, nel proprio studio, afferma chiaramente che non esistono impatti ambientali significativi derivanti dallo scarico delle acque depurate secondo le modalità previste. Le acque verrebbero convogliate a circa 850 metri dalla costa, all’interno dell’area C della riserva, ad una profondità di circa 35 metri”.

“Secondo gli studi effettuati e i parametri depurativi di nuova generazione previsti dal progetto, non vi sarebbero effetti negativi sulla Posidonia oceanica, né sulla flora e la fauna marina.
Gli estensori dello studio si assumono la responsabilità scientifica di queste conclusioni. Io, da funzionario dello Stato, ho il dovere di eseguire. Se decidessi di fermare il progetto in assenza di un indirizzo istituzionale diverso e formalmente approvato, potrei essere chiamato a risponderne anche sotto il profilo erariale. Questo è il punto fondamentale.

“Io non posso bloccare il progetto per una valutazione esclusivamente politica. Posso invece prendere atto di eventuali nuove decisioni assunte dagli organi competenti. Se la politica individuerà una soluzione diversa, concreta, tecnicamente sostenibile e formalmente approvata, la struttura commissariale la attuerà senza alcuna difficoltà””Oggi siamo in una condizione nella quale il progetto può partire entro pochi mesi. Se invece decidiamo di azzerare tutto e ricominciare, torniamo al punto di partenza. È come trovarsi in un territorio senza una strada di collegamento e rifiutare l’unica infrastruttura immediatamente realizzabile perché la si vorrebbe più grande o diversa. Oppure come trovarsi senza acqua e rifiutare una condotta perché non trasporta acqua minerale. Dobbiamo essere consapevoli di ciò che stiamo scegliendo. Se oggi firmassi un atto di blocco del progetto, assumerei una responsabilità che non mi compete.

Ma fino a quel momento il nostro dovere è proseguire il lavoro. Noi siamo una struttura commissariale nominata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Prima di noi vi sono stati altri commissari nominati dai Governi precedenti; oggi operiamo nell’ambito di una struttura nominata dall’attuale Governo. Qualunque modifica al percorso progettuale dovrà arrivare dalle sedi competenti. Noi la recepiremo. Fino ad allora – conclude – continueremo a svolgere il nostro compito, perché è l’unica cosa che, da tecnici e da funzionari pubblici, siamo chiamati a fare”.

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