Come sono morti Gioele e Viviana? Le ipotesi della criminologa Bruzzone

L’ipotesi: «Viviana sapeva che il suo viaggio sarebbe stato senza ritorno. È probabile poi che l’incidente con il furgoncino abbia accelerato la situazione»

La nota crominologa Roberta Bruzzone ha analizzato con l’AGI la dinamica del caso che negli ultimi giorni ha polarizzato l’attenzione di tutta Italia. Secondo la Bruzzone, il delirio di Viviana Parisi è “iniziato in casa”. Il suo parere è che la donna  sapeva che “il suo viaggio sarebbe stato senza ritorno” già da quando era uscita da casa, dopo avere detto    al marito che sarebbe andata a comprare un paio di scarpe, mentre non l’ha mai fatto. È probabile poi che “l’incidente con il furgoncino abbia accelerato la situazione”, ma quando Viviana “ha incontrato un testimone che ha tentato di parlarle, non ha risposto: un segno evidente che si trovava già in piena crisi dissociativa e si stava dirigendo verso un altro luogo per attuare il suo intento suicidario”. In questo contesto, la Bruzzone ha affermato che la donna “non si è mai separata dal suo bambino”.

LA CRISI MISTICA

La criminologa ritiene che all’origine del “suicidio allargato” ci sia una “crisi mistica”. Che, del resto, è diagnosticata anche in un certificato trovato nel cruscotto dell’auto. «In letteratura, ─ ha affermato Roberta Bruzzone ─, la “crisi mistica” è la causa più probabile negli scenari in cui a uccidere un figlio è un genitore. La condizione più pericolosa che porta ai casi di omicidio-suicidio o di ‘suicidio-allargato’ di cui si parla in queste occasioni».

MORTI NELLO STESSO GIORNO

Secondo l’esperta, è probabile che il 3 agosto sia la data nella quale sono morti la madre e il figlioletto. Infatti, a questo proposito, ha affermato:  «Se la morte di Viviana Parisi risale al 3 agosto, quando è stata vista  mentre si allontanava verso le sterpaglie ai lati della strada abbandonando l’auto, è probabile che questa sia la stessa data di morte del piccolo Gioele. I suoi resti sono stati trovati non lontano dal traliccio dell’alta tensione da cui la donna potrebbe essersi gettata».

LE PROBABILI CAUSE DELLA MORTE DI GIOELE

La criminologa sostiene inoltre che Gioele è morto o «per strangolamento oppure dopo essere precipitato insieme alla madre». Queste ipotesi, spiega, discendono da altri casi presenti in letteratura e simili alla vicenda di Viviana Parisi. La ex dj era in preda ad una crisi che l’ha portata ad allontanarsi da casa e a portare il piccolo con sé: «Paradossalmente ─ ha spiegato  la Bruzzone il fatto che fosse molto attaccata al figlio e premurosa nei suoi confronti è proprio l’elemento che, nell’ambito del suo grave disturbo psichiatrico, l’ha resa più pericolosa. Ha quindi deciso di coinvolgere il piccolo nel suo piano suicidario per privarlo di una vita fatta solo di sofferenza e malattia e in cui la morte, secondo la sua visione deviata, era l’unica salvezza». Una forma di liberazione di cui Viviana aveva parlato d’altra parte anche nell’ultimo video pubblicato sui social, con riferimento alla morte di Gesù per la salvezza degli uomini. In questo quadro gli scenari sono due: «Che abbia soffocato o strangolato il figlio prima di salire sul pilone e gettarsi, oppure non stupirebbe che lo abbia portato con sé nell’arrampicata per poi lasciarsi andare nel vuoto».

DALL’AUTOPSIA LE CONFERME

L’analisi delle ossa del bambino trovate non lontano dal traliccio potrebbe certificare questi scenari: «Se saranno evidenti fratture al costato o al femore, si potrà parlare di morte per precipitazione», ha spiegato la criminologa. Servirà dunque l’autopsia sui resti a fugare quest’ultimo dubbio, mentre, da quanto è trapelato, una lesione sullo scheletro della madre è già stata trovata, almeno in una prima fase dell’esame del medico legale. Inoltre il caldo e gli animali del bosco in cui si era addentrata la 43enne hanno fatto il resto: «Si tratta di un’area dove è presente molta fauna selvatica e soprattutto animali da tana, che tendono a spostare le prede e portarle verso il proprio rifugio». Questo potrebbe spiegare il perché del ritrovamento delle ossa del piccolo Gioele insieme alla sua maglietta in un’area lontana qualche centinaio di metri dal punto di ritrovamento della madre. «Le condizioni climatiche del posto, gli effetti degli insetti su un corpo possono essere anche velocissimi e devastanti. Il risultato è la riduzione in pochissimo tempo della massa», ha concluso  la Bruzzone.