Cronaca di Palermo

Giuseppe Di Matteo, la rabbia della madre: “I Brusca ancora per San Giuseppe Jato”

Commemorazioni, ricordi, ma c’è ancora chi chiede la vera giustizia. Franca Castellese, madre di Giuseppe Di Matteo, lancia un forte appello alle istituzioni per andare oltre l’ipocrisia e il ricordo di facciata. La sua ferita, quella di una madre che ha visto il figlio rapito a soli 12 anni e sciolto nell’acido a 15 anni da Cosa Nostra, non si ferma nonostante i decenni attraversati nel dolore di un adolescente che non meritava tale orrore.

So che i signori Brusca vengono a San Giuseppe Jato. Signor sindaco, si deve impedire a queste persone di venire a San Giuseppe Jato. Qua non devono venire. Non ci devono mettere piede. Mai. Sono stati visti in paese, non deve succedere”, un appello, come riportato da Adnkronos, arrivato dopo la cerimonia per ricordare i 30 anni dalla morte del piccolo Giuseppe Di Matteo. Oggi il palermitano avrebbe 45 anni.

Alla cerimonia era presente anche Chiara Colosimo, presiedente della Commissione nazionale Antimafia: “La storia terribile del piccolo Giuseppe ci insegna che con lui la mafia ha perso, perché la mamma e il fratello Nicola sono da questo lato della barricata e non da quello. Qui hanno portato un ragazzino dicendogli che la sua famiglia lo aveva abbandonato e qui hanno chiesto a quel ragazzino, prima di ammazzarlo, di scrivere una lettera al nonno per rimproverarlo. Qui quel ragazzino lo hanno sciolto nell’acido“.

Presente anche il sindaco della città metropolitana di Palermo, Roberto Lagalla, e Brigida Alaimo. “In qualità di assessore alla Legalità del Comune di Palermo – ha detto quest’ultima – ho partecipato alle iniziative per il 30° anniversario dell’omicidio di Giuseppe Di Matteo a San Giuseppe Jato.  Una presenza istituzionale forte nei luoghi segnati dalla ferocia mafiosa. Lo Stato c’è, ricorda e non arretra”.

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Redazione PL