Da settembre 2024 a Palermo e provincia potrebbero essere eliminate 17 scuole: ecco quali

La protesta dei sindacati per la possibile scomparsa di realtà scolastiche consolidate, alcune anche storiche

Se lunedì prossimo a Palazzo Comitini, nella conferenza provinciale, sarà approvata la delibera del consiglio scolastico provinciale, da settembre dell’anno prossimo potrebbero sparire diciassette scuole di Palermo e della provincia. Sarà infatti in discussione un piano di ridimensionamento degli istituti attivi in città e in alcuni paesi. Secondo la proposta, con meno dirigenti scolastici, addetti al settore amministrativo e personale Ata si ridurrebbe la spesa nel comparto scuola. Non tenendo conto che nello stesso tempo sparirebbero realtà scolastiche consolidate, alcune anche storiche, che nel tempo hanno dimostrato di lavorare bene e sono diventate punti di riferimento importanti per i territori in cui si trovano.

Le scuole a rischio

Il Giornale di Sicilia nell’edizione odierna fa un elenco delle scuole interessate, sottolineando che in alcune di esse i dirigenti scolastici sono all’oscuro di questa possibile manovra. Gli istituti che potrebbero essere soppressi sono: la media statale Antonio Gramsci, la direzione didattica Nicolò Garzilli, le scuole Monti Iblei, Tomaselli, Cesareo, Rosolino Pilo, De Gasperi e Borgese. Inoltre l’istituto professionale alberghiero Cascino si fonderebbe con l’istituto Paolo Borsellino. Queste le scuole di Palermo. Quelle della provincia sono: la direzione didattica Casteldaccia, che si aggregherebbe all’istituto comprensivo, così come le scuole di Terrasini, Belmonte Mezzagno e Capaci. La media Scianna di Bagheria si unirebbe alla direzione didattica Cirrincione e sparirebbero anche il primo circolo didattico di Bagheria Giuseppe Bagnera, il terzo circolo didattico Luigi Pirandello e il primo circolo didattico di Termini Imerese.

Le proteste dei sindacati delle scuole

Il segretario della Uil Scuola Sicilia, Claudio Parasporo, ha espresso il suo dissenso: “Si sta provando a disgregare comunità scolastiche solide e floride, come la scuola media Gramsci che sparirebbe per essere fagocitata da due direzioni didattiche, che nel tempo hanno perso alunni nel territorio. Con il risultato che è punito chi negli anni ha lavorato per il bene della comunità scolastica riuscendo a consolidarsi nel territorio. La stessa cosa succederebbe anche ad altre direzioni didattiche della città che negli anni sono diventate punto di riferimento per interi quartieri come la Rosolino Pilo che verrebbe accorpata all’istituto comprensivo Silvio Boccone, di fatto cancellando la storia di questa istituzione scolastica. E lo stesso sistema è stato riservato alle direzioni didattiche De Gasperi, Garzilli, Tomaselli e Monti Iblei che vengono smembrate per essere inglobate a pezzi in diversi istituti comprensivi”.

L’appello a chi ha l’ultima parola

La Uil ha rivolto un appello al direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale, Giuseppe Pierro, e a Mimmo Turano, assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale. Entrambi  su questa vicenda avranno l’ultima parola. “Parlo a loro – ha detto il segretario del sindacato – che tanto si sono spesi per la rete scolastica siciliana. Chiediamo loro di non permettere questo spezzatino che annienta intere comunità scolastiche dividendole e cancellando anni di storia oltre che vanificare tutta la progettualità sino ad ora portata avanti anche a valere sui fondi Pnrr”. Anche l’assessore comunale all’Istruzione, Aristide Tamajo, si è soffermato sul Piano nazionale di ripresa e resilienza, in quanto molte di queste scuole, infatti, hanno in corso progetti a lungo termine che andrebbero a decadere con la scomparsa degli istituti scolastici.

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