Capodanno in piazza Politeama a Palermo, “Poco da festeggiare, maggiore rispetto per i cittadini”
Piazza Politeama, la notte del 31 dicembre, si è riempita di palermitani e turisti per accogliere il 2026 con il concerto di Arisa e dei The Kolors. Un evento festoso che, però, non è stato condiviso dal Movimento del Popolo Siciliano, che ha espresso forte indignazione per la scelta dell’amministrazione.
Il movimento ricorda che, “a pochi passi da lì, in via Spinuzza, mesi fa è stato ucciso un giovane in un episodio che ha profondamente segnato la città”. Per questo, secondo il presidente Tony Guarino, i festeggiamenti avrebbero richiesto maggiore sensibilità istituzionale: “È stata una mancanza di rispetto verso una comunità ancora ferita. Almeno un messaggio di vicinanza e riflessione andava dato.”
Guarino aggiunge che “le risorse investite per l’evento avrebbero potuto essere destinate a potenziare la sicurezza sul territorio”, aumentando la presenza di agenti di polizia e, se necessario, anche il supporto dell’Esercito Italiano:
“Spendere soldi per guardie giurate è solo denaro sprecato ai danni dei cittadini. Quei fondi potevano essere impiegati per garantire più sicurezza reale, non per soluzioni inefficaci.” Il movimento ribadisce che un gesto simbolico e un investimento mirato sulla sicurezza avrebbero rappresentato un segnale più forte e più utile per tutta la popolazione.
Le opposizioni: “A Palermo la notte di Capodanno scene di guerriglia”
Anche le opposizioni hanno criticato i festeggiamenti in piazza Politeama per Capodanno parlando di “scenari di guerra in città”. Il bilancio è tutt’altro che positivo scrivono in una lettera i consiglieri del Partito democratico Rosario Arcoleo, Mariangela Di Gangi, Teresa Piccione e Fabio Teresi, del Movimento 5 Stelle, Antonino Randazzo, Concetta Amella e Giuseppe Miceli, di Avs (Allenza Verdi e Sinistra), Fabio Giambrone e Alberto Mangano, di Oso, Giulia Argiroffi e Salvatore Forello, del Gruppo Misto, Carmelo Miceli e Massimo Giaconia, e Francesco Miceli.: “Diversi feriti finiti in ospedale, cassonetti della periferia crivellati come in uno scenario di guerra, danni alla chiesa di Sant’Antonino nel cuore del centro storico, una palma di quasi venti metri avvolta dalle fiamme a Borgo Vecchio. Questo è il bilancio reale della notte di Capodanno a Palermo. Altro che successo: l’ordinanza comunale sui botti si è rivelata, ancora una volta, del tutto inefficace”.
“Non è accettabile – concludono – che nel 2026 Palermo continui a essere teatro di episodi di questa gravità. La sicurezza non può essere evocata a parole o ridotta a propaganda da palcoscenico: richiede prevenzione, controllo del territorio, coordinamento tra istituzioni e assunzione di responsabilità. Tutte le istituzioni, sindaco compreso, hanno il dovere di far rispettare le regole. In caso contrario, parlare di sicurezza rischia di restare un mero esercizio stilistico, lontano dalla realtà vissuta dai cittadini e incapace di garantire tutela, legalità e convivenza civile”.
