Gioco illegale online, il business miliardario che attira la criminalità organizzata

0
image

Un mercato miliardario, capace di generare profitti enormi, muovere denaro attraverso i confini nazionali e sfruttare le opportunità offerte dalle nuove tecnologie. Un mercato che fa gola soprattutto alla criminalità organizzata. Stiamo parlando del gioco illegale online, oggi una delle attività economiche più redditizie per le organizzazioni mafiose, grazie a un modello che combina bassi costi operativi, elevata accessibilità e difficoltà di controllo da parte delle autorità.

Uno studio commissionato da Euromat e realizzato da Regulus Partners e Helios, i cui risultati sono stati ripresi anche in un approfondimento sul gioco online illegale, stima che nel 2025 il mercato europeo non autorizzato abbia generato 12 miliardi di euro di ricavi netti, triplicando rispetto al 2019 e arrivando a rappresentare circa un quarto dell’intero settore online. Numeri enormi, che raccontano un fenomeno economico, ma soprattutto un problema di sicurezza e legalità. Che deve essere risolto e indagato a partire da una domanda: perché il gioco illegale è così redditizio per la criminalità organizzata? Rispondere non è semplice, ma per farlo bisogna guardare soprattutto alla disponibilità di denaro. Le piattaforme clandestine possono raccogliere continuamente pagamenti dagli utenti, generando flussi finanziari che, quando controllati da organizzazioni criminali, possono alimentare altre attività illecite.

Il coinvolgimento della criminalità organizzata nel settore delle scommesse illegali non è una novità per la Sicilia. Nel novembre 2021, l’operazione Game Over II, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo, portò all’esecuzione di misure cautelari nei confronti di dodici indagati. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il sistema prevedeva la raccolta delle puntate attraverso punti commerciali presenti sul territorio e il successivo trasferimento delle somme a piattaforme estere. Un meccanismo che mostra come il gioco online illegale possa mantenere una struttura radicata sul territorio, nonostante l’utilizzo di siti e infrastrutture digitali.

Il gioco illegale diventa così una possibile fonte di finanziamento per attività criminali più complesse e rischiose, seguendo uno schema già conosciuto in Sicilia. Un altro vantaggio riguarda l’assenza degli obblighi previsti per gli operatori autorizzati: le piattaforme illegali possono sottrarsi al pagamento delle imposte, ai costi delle licenze e agli investimenti necessari per rispettare le normative sulla protezione dei consumatori. Una differenza che permette loro di proporre condizioni apparentemente più vantaggiose, come bonus elevati e quote competitive, attirando utenti che potrebbero non conoscere i rischi associati ai siti non autorizzati.

C’è poi una questione tecnologica: Internet permette di raggiungere clienti in Paesi differenti senza disporre di strutture fisiche sul territorio. Siti, applicazioni e campagne di marketing digitale possono rendere riconoscibili anche operatori privi delle necessarie autorizzazioni. E secondo l’indagine Euromat, alcuni grandi operatori del mercato nero hanno sviluppato marchi riconoscibili e una presenza digitale consolidata, rendendo il fenomeno tutt’altro che invisibile. A complicare un quadro già di per sé difficile sono arrivate poi le criptovalute, che promettono di facilitare trasferimenti transnazionali e rendere più difficoltosa l’identificazione dei soggetti coinvolti, soprattutto quando vengono utilizzati strumenti progettati per ostacolare la tracciabilità.

Di fronte a questo fenomeno l’attuale normativa, sempre più frammentata e povera, è un’arma spuntata. Serve invece cooperazione internazionale tra regolatori, forze dell’ordine, intermediari finanziari e piattaforme tecnologiche, insieme a nuovi strumenti di prevenzione, informazione e riconoscimento degli operatori autorizzati. Solo così si riuscirà a fermare un fenomeno complesso e pericoloso. Un fenomeno che non riguarda soltanto il gioco, ma la sicurezza dell’intero ecosistema digitale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *