Giustizia riparativa, a Palermo la prima convenzione interistituzionale in Italia. La firma nel giorno del ricordo di Rocco Chinnici

0
Firma convenzione Corte d'Appello Palermo

È stata pubblicata il 29 luglio, nel giorno in cui l’Italia ha ricordato il sacrificio del magistrato Rocco Chinnici, la “Convenzione per la collaborazione interistituzionale sulla giustizia riparativa”, sottoscritta a Palermo dalle principali istituzioni giudiziarie, accademiche e forensi del distretto.

Alla sottoscrizione della Convenzione, avvenuta nell’ufficio del Presidente della Corte d’Appello Antonio Balsamo, era presente anche l’avvocato Giovanni Chinnici, presidente della Fondazione Rocco Chinnici. Il testo dell’accordo sarà pubblicato integralmente sul sito istituzionale della Corte di Palermo.

Una scelta dal forte valore simbolico, che lega il primo strumento di questo genere realizzato in Italia alla memoria di un magistrato che ha saputo coniugare rigore, innovazione, umanità e attenzione ai diritti delle vittime.

Alla Convenzione hanno aderito il Dipartimento di Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali dell’Università degli Studi di Palermo, la Corte di Appello, la Procura Generale, il Tribunale di Sorveglianza, il Tribunale per i minorenni, i Tribunali e le Procure della Repubblica di Palermo, Agrigento, Marsala, Sciacca, Termini Imerese e Trapani, insieme ai Consigli dell’Ordine degli Avvocati del distretto.

L’accordo nasce con l’obiettivo di promuovere un’applicazione coordinata e concreta della giustizia riparativa, intesa non come alternativa al processo o alla pena, ma come strumento complementare alla giustizia penale tradizionale. Al centro vi sono la dignità e i bisogni delle vittime, la responsabilizzazione di chi ha commesso il reato, la possibilità di riparare, per quanto possibile, il danno provocato e la ricostruzione dei legami personali e sociali spezzati dalla condotta criminale.

Una visione della giustizia che richiama il pensiero di Paolo Borsellino sull’adesione consapevole dei cittadini alla legge e che trova un riferimento ideale nell’azione e nell’eredità morale di Rocco Chinnici, il cui impegno ha segnato una svolta irreversibile nel contrasto alla criminalità mafiosa. Chinnici comprese prima di altri la necessità di un approccio nuovo, capace di unire competenze, istituzioni e strumenti diversi. Fu inoltre interprete di una giustizia attenta non soltanto all’accertamento delle responsabilità, ma anche al diritto delle vittime alla verità e alla dimensione umana delle conseguenze prodotte dai reati.

Proprio per questo, la divulgazione della Convenzione nel giorno del quarantatreesimo anniversario della strage di via Pipitone Federico assume un significato particolarmente profondo. La Convenzione prevede la realizzazione di progetti di ricerca nazionali e internazionali, l’elaborazione di linee guida e procedure condivise, l’organizzazione di seminari, convegni e laboratori e la creazione di percorsi di formazione e tirocinio rivolti a studenti, magistrati, avvocati, mediatori ed operatori del settore.

Particolare attenzione sarà riservata alla fase dell’esecuzione della pena, attraverso la promozione di protocolli per l’accesso ai Centri di giustizia riparativa e di percorsi di mediazione e responsabilizzazione successivi alla condanna definitiva. Saranno inoltre monitorati gli effetti dei programmi riparativi sulla tutela delle persone offese, sul reinserimento sociale dei condannati, sulla concessione delle misure alternative alla detenzione e dei benefici penitenziari, nonché sul riconoscimento del diritto alla verità nei casi di reati di particolare gravità.

L’obiettivo è costruire, a partire da Palermo, un modello condiviso e replicabile, in linea con gli orientamenti europei e internazionali, capace di affiancare alla risposta punitiva uno spazio concreto di ascolto, responsabilità, riparazione e ricomposizione sociale. Una giustizia, dunque, che non si limiti a stabilire la pena, ma sappia anche prendersi cura delle ferite provocate dal reato, restituire centralità alle vittime e accompagnare chi ha sbagliato verso un’effettiva assunzione di responsabilità.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *