Vertenza 2Talk, protestano i lavoratori del call center a Palermo: “Si applichi il Contratto nazionale”
Foto da Cisl Palermo Trapani
Si riuniranno in assemblea i lavoratori e le lavoratrici della 2talk, l’azienda di call center che a Palermo impiega circa 250 dipendenti a tempo indeterminato, per discutere dei prossimi passi della vertenza e delle iniziative di protesta per chiedere l’applicazione del contratto nazionale di categoria.
L’appuntamento è in programma per martedì 24 febbraio, alle ore 10, presso i locali della Cisl Palermo Trapani in via Sacra Famiglia ,18. L’azienda fa parte del Gruppo TWY (There With You) con 12 sedi e 1.523 postazioni di contact center nel territorio nazionale.
2talk, i motivi della protesta
La Fistel Cisl Sicilia da tempo chiede l’applicazione del contratto nazionale delle Telecomunicazioni, maggiormente rappresentativo così come riportato nella nota ministeriale del 24 Aprile 2025.
“Non ci arrenderemo fino a che a questi lavoratori non sarà riconosciuta la giusta tutela contrattuale. Nel capoluogo siciliano – spiega Gaspare Randazzo della Fistel Cisl Sicilia – gli operatori della 2talk si occupano di commesse molto importanti come Unipol Assistance, Unipol Move, Aci, Leroy Merlin, Mediaworld e Intesa San Paolo, e altri committenti nazionali, ma sono stati tutti assunti con contratto ‘pirata’, che prevede una paga oraria di 6,50 lorde, la malattia non retribuita e tutele ridotte. Torniamo a chiedere dunque l’applicazione del Contratto nazionale delle telecomunicazioni, sottoscritto dai sindacati maggiormente rappresentativi nel settore. Gli stipendi di questi lavoratori raggiungono i 600 euro soltanto con il bonus, senza diritto ad avere fondi previdenziali e tante altri diritti”.
“Non possiamo accettare che a lavoratori così qualificati, – commenta la segretaria generale Cisl Palermo Trapani Federica Badami – , specializzati in più lingue, che rispondono a clienti di tutto il mondo, non si applichi il giusto contratto che prevede tutte le tutele tipiche di un testo sottoscritto dai sindacati piu rappresentativi e applicato nelle aziende delle telecomunicazioni. Altre soluzioni di fatto azzerano quasi del tutto le tutele conquistate dai sindacati confederali di categoria con anni di contrattazione nel settore delle telecomunicazioni”.
