“Uccisione Khamenei è guerra all’Islam”, gli occhi del mondo sull’Iran: Netanyahu invita i cittadini a scendere in piazza
Foto di repertorio
Proseguono gli scontri tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Dopo la conferma della morte dell’ayatollah Ali Khamenei, Guida suprema del Paese, i Guardiani della rivoluzione hanno dichiarato che “la mano della vendetta della nazione iraniana” non lascerà andare gli “assassini” dell’ayatollah fino a quando non affronteranno una “punizione severa”. È quanto si legge in un comunicato riportato dai media iraniani dopo la conferma della morte della Guida suprema, causata da un attacco israelo-americano. “Andremo avanti con decisione sul cammino del nostro leader, difenderemo la sua preziosa eredità e ci opporremo fermamente alle cospirazioni interne ed esterne”, hanno aggiunto.
Una nuova ondata di attacchi
I pasdaran, i guardiani della rivoluzione iraniani, hanno affermato che vendicheranno la morte di Khamenei, con “l’operazione offensiva più feroce nella storia” del Paese. Intanto continuano gli attacchi: le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno annunciato una nuova ondata di attacchi contro l’Iran, mentre i pasdaran hanno dichiarato di aver lanciato “attacchi missilistici e con droni su vasta scala” contro 27 basi militari statunitensi e siti israeliani in tutta la regione.
Stati Uniti e Israele hanno sferrato una nuova serie di attacchi contro Teheran, mentre nuove sirene d’allarme sono risuonate a Tel Aviv. L’aeronautica militare israeliana (Iaf) sta conducendo una vasta ondata di attacchi aerei contro “obiettivi del regime terroristico iraniano nel cuore di Teheran”, hanno affermato le Idf.
Negli attacchi – come riferito dall’agenzia di stampa Fars, insieme ad altri media – è morto il capo dell’intelligence della polizia iraniana, Gholamreza Rezaian. Oltre alla morte del capo di Stato maggiore delle forze armate iraniane Abdolrahim Mousavi, ha riferito l’agenzia di stampa statale Irna, è stato confermato il decesso del ministro della Difesa iraniano Aziz Nasirzadeh. L’agenzia di stampa ha pubblicato un elenco di quattro nomi, tra cui il capo di Stato maggiore delle forze armate iraniane, il ministro della Difesa, oltre che il comandante del corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica Mohammad Pakpour e il segretario del Consiglio di Difesa Ali Shamkhani, la morte dei quali era comunque già stata riportata in precedenza.
Colpita una scuola femminile
Un attacco missilistico ha colpito una scuola femminile nella città meridionale iraniana di Minab durante i raid congiunti di Stati Uniti e Israele. Secondo il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei, citato dall’agenzia di stampa Isna, le vittime sono al momento 160. Video geolocalizzati collocano l’impatto presso la scuola Shajaba Tayyiba, situata a circa 61 metri da una base militare iraniana.
L’edificio scolastico in passato era parte del complesso militare, ma immagini satellitari indicano che le due aree sono separate almeno dal 2016. Il portavoce del Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom), Tim Hawkins, ha dichiarato che Washington è a conoscenza delle segnalazioni di vittime civili legate alle operazioni militari in corso, che tali notizie vengono prese seriamente e sono oggetto di verifica, ribadendo che la protezione dei civili resta una priorità e che saranno adottate tutte le precauzioni possibili per ridurre il rischio di danni involontari.
Pakistan, 8 morti nel tentato assalto al consolato Usa
Centinaia di persone hanno tentato di assaltare il consolato degli Stati Uniti nella città portuale pachistana di Karachi, rompendo diversi vetri nell’azione. Lo hanno riferito le autorità locali. Polizia e forze paramilitari hanno usato manganelli e lanciato gas lacrimogeni per disperdere la folla, ha dichiarato Mohammad Jawad, un funzionario di polizia.
L’attacco al consolato è avvenuto poche ore dopo la conferma della morte dell’ayatollah Ali Khamenei. Le immagini della città hanno mostrato un gran numero di persone che manifestano contro l’azione militare congiunta di Stati Uniti e Israele, mentre mostrano ritratti di Khamenei.
Almeno otto persone sono rimaste uccise a Karachi, come reso noto dal servizio di soccorso. Poco prima una fonte giornalistica Afp sul posto ha parlato di una folla di giovani che ha scavalcato il cancello principale e si è infiltrata nel vialetto d’accesso dell’edificio consolare, rompendo alcune finestre, e della polizia che ha sparato gas lacrimogeni contro i manifestanti, che si sono dispersi.
L’annuncio dell’offensiva
Il capo del consiglio supremo di sicurezza della Repubblica islamica dell’Iran, Ali Larijani, ha promesso di colpire Stati Uniti e Israele “con una forza mai vista prima”. “Ieri l’Iran ha lanciato missili contro Usa e Israele, e hanno fatto male. Oggi li colpirà con una forza che non hanno mai sperimentato prima”, ha scritto Larijani in un messaggio su X. Nelle scorse ore i Pasdaran hanno annunciato l’avvio di una “operazione offensiva più devastante nella storia della Repubblica islamica dell’Iran” contro Israele e le basi statunitensi.”
Dopo la morte dell’ayatollah Ali Khamenei, centinaia di iracheni hanno tentato di assaltare la zona verde fortificata di Baghdad, dove si trova l’ambasciata Usa. “I loro tentativi sono stati finora respinti, ma continuano a provarci”, ha dichiarato una fonte della sicurezza alla France Press. I manifestanti, alcuni dei quali sventolavano bandiere di gruppi armati filo-iraniani, hanno lanciato pietre contro le forze di sicurezza che, a loro volta, hanno risposto con gas lacrimogeni. Media locali riferiscono di proteste anche in altre province dell’Iraq meridionale.
Netanyahu: “Dovete scendere in piazza a milioni”
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, in un video su X, invita i cittadini Iraniani a scendere in piazza. “Nei prossimi giorni colpiremo migliaia di obiettivi del regime del terrore – ha detto -. Creeremo le condizioni affinché i coraggiosi cittadini iraniani possano liberarsi dalle catene della tirannia: cittadini dell’Iran, non perdete questa opportunità, che si presenta solo una volta per generazione, dovete scendere in piazza a milioni per portare a termine il compito, per rovesciare il regime del terrore che ha reso le vostre vite insopportabili. L’aiuto che stavate aspettando è arrivato”.
“Dichiarazione di guerra contro i musulmani”
Uccidere l’ayatollah Ali Khamenei, guida suprema dell’Iran, rappresenta una “dichiarazione di guerra contro i musulmani e gli sciiti di tutto il mondo”. Così ha dichiarato il presidente della repubblica islamica, Mazoud Pezeshkian. L’Iran, ha aggiunto, considera la vendetta come suo “diritto e dovere legittimi” e farà tutto il possibile per adempiere al dovere di “vendicare gli autori e gli ideatori di questo crimine storico”.
Idf su Khamenei: “Mani sporche del sangue di molti civili in tutto il mondo”
“Ali Khamenei è stato preso di mira in un’operazione precisa e su larga scala condotta dall’aviazione israeliana, guidata da accurate informazioni dell’Idf, mentre si trovava nel suo quartier generale nel cuore di Teheran, dove era insieme ad altri alti funzionari”. Lo afferma l’esercito israeliano (Idf) in una dichiarazione, come riporta il Times of Israel. L’Idf afferma di aver “messo fine a un capitolo durato decenni con l’eliminazione del leader dell’asse terroristico iraniano”.
“Khamenei è stato l’architetto del piano per distruggere lo Stato di Israele ed era noto come la ‘testa della piovra iraniana’, estendendo le sue braccia in tutto il Medio Oriente e fino ai confini dello Stato di Israele”, aggiunge l’esercito israeliano, “tra queste, la più importante era l’organizzazione terroristica Hezbollah. La Guida Suprema del regime iraniano era responsabile degli attacchi terroristici contro lo Stato di Israele e le sue mani erano sporche del sangue di molti civili in tutto il mondo”.
