Truffa su fondi Ue, bufera all’Università di Palermo: indagati docenti, ricercatori e imprenditori
Presunta truffa ai danni dell’Unione Europea all’Università di Palermo. La Procura ha avviato un indagine dove sarebbero coinvolte 23 persone tra docenti, ricercatori e imprenditori.
L’ipotesi di reati a vario titolo sono truffa aggravata, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, corruzione e falso materiale. Secondo gli inquirenti, l’indagine avrebbe svelato che nell’ambito del programma di scientifico Bythos, finanziato con fondi Ue, venivano rendicontati costi relativi ad attività di ricerca dei docenti e all’acquisto di attrezzature scientifiche in realtà mai sostenuti.
A far partire l’inchiesta le dichiarazioni di due ricercatori. Lo scopo sarebbe stato far risultare costi mai sostenuti per gonfiare le spese e di conseguenza aumentare il contributo percepito dall’Ue.
Al centro dell’inchiesta ci sono il professor Vincenzo Arizza, direttore del dipartimento di Scienze e Tecnologie biologiche, chimiche e farmaceutiche dell’Università di Palermo e responsabile scientifico dei progetti di ricerca Bythos e Smiling, e Antonio Fabbrizio, amministratore e titolare di fatto della associazione Progetto Giovani e della associazione Più Servizi Sicilia.
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