“Tac da un milione di euro inutilizzata”, il blitz di La Vardera all’ospedale Civico di Palermo: chiesto l’invio di ispettori ministeriali
Una Tac costata più di 1 milione e attualmente inutilizzata all’ospedale Civico di Palermo. A sollevare la questione è il deputato regionale e leader di Controcorrente Ismaele La Vardera, che con un video sui social ha annunciato: “Nell’esercizio delle funzioni parlamentari ho fatto una visita al pronto soccorso del Civico di Palermo per accertare l’esistenza di un macchinario di avanzatissima tecnologia, comprato 1 milione di euro, lasciato a prendere polvere da un anno. Una vicenda incredibile cui chiederò conto e ragione ai vertici della regione. Una cosa gravissima che grida vendetta. Mentre abbiamo file di ore, liste d’attesa a mai finire ci permettiamo di giocare con la salute dei siciliani. Ho già presentato una interrogazione, chiederò la convocazione urgente dei vertici del Civico in commissione sanità. Non mi darò pace fin quando quel macchinario sarà pienamente operativo. Grazie al personale sanitario che lavora con i pochi mezzi che ha e anzi a gran voce mi ha chiesto: ‘Onorevole ci aiuti a far funzionare quel macchinario ci aiuterebbe tantissimo al pronto soccorso’”.
“Tac da un milione di euro inutilizzata”, il blitz di La Vardera al Civico
“Ho fatto una visita ispettiva al Civico di Palermo ed è agghiacciante sapere che abbiamo comprato un anno fa una Tac che è costata circa 1 milione e 300 mila euro e che ancora oggi è ferma in una stanza. Sono andato a verificare con i miei occhi perché quando è arrivata questa segnalazione non potevo crederci, ma purtroppo era proprio così. C’era anche il direttore sanitario del Civico, Domenico Cipolla, che mi ha accompagnato a vedere la Tac”. Così spiega, in una nota Ismaele La Vardera, sottolineando: “Chiaramente qui il problema non è la gestione dell’azienda ma una carenza di organico che la politica non può rimanere a guardare. Questa Tac, infatti, si trova in un punto strategico e permetterebbe di avere risultati rapidi e veloci nella gestione delle emergenze. Dopo il blitz, ho subito preparato un’interrogazione urgente all’assessore alla Sanità, e una richiesta di convocazione urgente dei vertici della azienda, in commissione sanità. Ringrazio il Codacons che ha richiesto invece invio degli ispettori ministeriali. Non è accettabile che un macchinario di ultima generazione non venga utilizzato e rimanga fermo per quasi un anno. Quando si tratta di salute delle persone non si può aspettare”.
Codacons: “Intervengano ispettori ministeriali”
“Alla luce di quanto emerso a seguito dell’intervento e della visita ispettiva senza preavviso effettuata dal deputato regionale Ismaele La Vardera presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale Civico, il Codacons chiede al Ministro della Salute, Orazio Schillaci, l’invio immediato degli ispettori ministeriali presso la struttura ospedaliera, al fine di accertare le ragioni del mancato utilizzo di una TAC di ultima generazione, acquistata con fondi pubblici per oltre un milione di euro e rimasta inattiva per carenza di personale”. Così, in una nota, il Codacons che ha chiesto anche l’intervento del Governo regionale e dell’Assessore regionale alla Salute, Daniela Faraoni, affinché venga fatta “piena luce sulla gestione della struttura sanitaria, siano accertate eventuali responsabilità di natura amministrativa e gestionale e vengano adottate con urgenza tutte le misure necessarie per rendere immediatamente operativa l’apparecchiatura diagnostica”.
“Un paradosso inaccettabile”
“La vicenda, così come documentata dall’esponente dell’Assemblea Regionale Siciliana – prosegue il Codacons – appare di particolare gravità se rapportata all’attuale situazione della sanità regionale, caratterizzata da liste d’attesa ancora estremamente lunghe e da cittadini costretti a permanenze prolungate nei pronto soccorso in attesa di esami diagnostici essenziali. In tale contesto, il mancato utilizzo di una TAC nuova e perfettamente funzionante rappresenta un paradosso inaccettabile. Alla luce dei fatti emersi, il Codacons valuta la trasmissione degli atti anche alla Corte dei Conti, affinché siano verificate eventuali responsabilità connesse a un possibile danno erariale derivante dall’inutilizzo di una apparecchiatura sanitaria fondamentale, acquistata con risorse pubbliche”.
“È inaccettabile – afferma il Codacons – che mentre il diritto alla salute viene compromesso da ritardi, carenze strutturali e attese interminabili, milioni di euro dei contribuenti restino immobilizzati in macchinari che non entrano mai realmente in funzione. I cittadini meritano trasparenza, risposte immediate e un servizio sanitario efficiente”.
