Strage di Capodanno in Svizzera, oltre 40 morti e più di cento feriti: sei italiani dispersi | VIDEO

Almeno 47 i morti e 112 i feriti. I numeri dell’esplosione avvenuta durante i festeggiamenti di Capodanno in un locale a Crans-Montana, in Svizzera, parlano di una vera e propria strage. Nella tragedia risultano attualmente dispersi sei italiani, mentre tredici sono in ospedale. In particolare, una ragazza di 16 anni è ricoverata, in coma, all’ospedale di Zurigo. Al Niguarda di Milano sono arrivate due 16enni e una donna di 30 anni in gravi condizioni.

Il ministro Antonio Tajani oggi sarà a Crans-Montana: “Difficilissimo identificare le vittime – ha detto -. Ci vorranno settimane”. Cordoglio dal presidente Sergio Mattarella e dalla premier Giorgia Meloni.

La nota della Farnesina

“Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani sarà oggi a Crans-Montana in Svizzera per visitare le famiglie dei connazionali rimasti coinvolti nel tragico incendio occorso la notte di Capodanno nel bar Constellation, che ha provocato decine di morti e feriti, e per portare la solidarietà del Governo italiano”. Lo riferisce in una nota la Farnesina, segnalando che il quadro degli italiani coinvolti al momento conferma in totale 19 segnalazioni.

Si tratta, nello specifico, di “tre pazienti trasferiti in Italia al Niguarda, dieci ospedalizzati (di due non c’è certezza sulle condizioni e l’ospedale, che dovrà venire da parte svizzera), sei dispersi su cui tuttora non sono disponibili informazioni di nessun tipo”. “L’Ambasciatore d’Italia in Svizzera Cornado ha anticipato che all’arrivo della delegazione del Ministro Tajani a Crans le autorità svizzere (Polizia di Sion) dovrebbero condividere la situazione completa degli italiani. A ieri risultavano ancora 5 vittime da identificare (nazionalità non note) e 47 vittime totali”, conclude la nota.

“Una pioggia di fuoco”

Mentre la macchina dei soccorsi è al lavoro senza sosta, si indaga per chiarire le cause del rogo. Le testimonianze dei sopravvissuti descrivono un incendio “lampo” capace di saturare l’aria in meno di sessanta secondi: gli inquirenti si stanno concentrando sulla composizione del soffitto del locale interrato, ipotizzando che le scintille prodotte dalle candele pirotecniche abbiano innescato una reazione a catena su un rivestimento altamente infiammabile, trasformando l’area dancing in un forno.

Al centro dei rilievi tecnici c’è la schiuma poliuretanica usata per insonorizzare il locale. Si tratta, infatti, di un materiale che, se non trattato con additivi ritardanti di fiamma, brucia rapidamente e subisce un processo di liquefazione, il “gocciolamento ardente”. Una caratteristica che si sposa col racconto di alcuni dei presenti che hanno riferito di una vera e propria pioggia di fuoco. In un tale quadro, fuggire è diventato praticamente impossibile. Oltretutto, il poliuretano, bruciando, rilascia monossido di carbonio e acido cianidrico, un gas che può rendere incoscienti le vittime nel giro di poco.

Chiaramente il lavoro degli inquirenti e dei tecnici dovrà ora fare il suo corso affinché si possa accertare con chiarezza se i pannelli acustici installati fossero conformi a quanto prescritto dalle norme di sicurezza svizzere o meno, e definire quindi eventuali responsabilità.

Strage di Capodanno in Svizzera, vittime irriconoscibili

Il locale da ballo si è trasformato in una vera e propria trappola, un labirinto di fuoco e fumo. “Non c’è ancora un bilancio definitivo e proprio per questo, per l’estrema delicatezza di questa terribile tragedia, per la legge sulla privacy, è necessario essere estremamente prudenti. Posso solo dire che, per fortuna, con il passare delle ore, molte delle persone che si ritenevano disperse sono state poi trovate negli ospedali e quindi l’ultimo bilancio disponibile è di sei italiani dispersi e tredici feriti ricoverati”. Così ha riferito l’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, in un’intervista a “La Repubblica”.

Le famiglie italiane, avvertite, hanno aiutato ad aggiornare le liste dei dispersi e dei feriti. Le autorità svizzere hanno provveduto a informare tutti i familiari delle persone ricoverate: sono 112 in tutto, 107 dei quali identificati.

“Sono state proprio le famiglie che si erano rivolte alla Farnesina per cercare i loro cari ad avvertirci che erano stati trovati, consentendoci di aggiornare le liste – ha spiegato Cornado -. Le autorità svizzere non ci hanno fornito i nomi dei feriti e per identificare i 47 corpi ritrovati purtroppo non sono riconoscibili”. Ci vorranno giorni? “Temo di sì. Molti sono devastati dalle ustioni e purtroppo in queste condizioni non sarà facile risalire alle loro identità”, ha concluso Cornado.

Effettivamente un portavoce della polizia svizzera ha riferito, nell’ultimo aggiornamento sulla strage, che l’identificazione delle vittime è ancora in corso e che il lavoro potrebbe richiedere diversi giorni. Si tratta di un compito estremamente difficile, dato l’elevato numero di vittime, ha sottolineato all’agenzia di stampa Keystone-Sda. Il numero esatto delle persone morte nella strage non è stato ancora determinato con certezza.