Stop a sostegni ciclone Harry, La Vardera contro Meloni: “Mi ha scritto a mezzanotte, non è più politicamente lucida”

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Ismaele la vardera

Imperversa la polemica dopo che il Consiglio dei Ministri ha impugnato la legge votata all’unanimità dal Parlamento siciliano che prevedeva, in via emergenziale, lo stanziamento di 40 milioni di euro per ristorare chi aveva subito danni dal ciclone Harry. Il leader di Controcorrente Ismaele La Vardera aveva subito attaccato il governo Meloni vedendo nella decisione una scelta legata alla vittoria del “no” in Sicilia al referendum sulla riforma della giustizia. Parole a cui la premier non sarebbe rimasta indifferente, decidendo di contattare personalmente il deputato regionale.

Stop a sostegni ciclone Harry, l’affondo di La Vardera contro Meloni

“È curioso che a qualche giorno dal Referendum – aveva commentato Ismaele La Vardera – dopo che il No ha stravinto in Sicilia, il Consiglio dei Ministri impugna una legge fondamentale, votata ad unanimità dal Parlamento siciliano e che prevedeva, in via emergenziale, lo stanziamento di 40 milioni di euro per ristorare chi aveva subito danni dal ciclone Harry. Un chiaro segnale da Roma e dalla premier Giorgia Meloni che, non riuscendo più a tenere i suoi in riga qui in Sicilia, visto che proprio pezzi importanti del centrodestra siciliano dicono che la stessa maggioranza si è disinteressata del Referendum. Qui Schifani però non può non farsi sentire e attui lo stato siciliano e vada a discutersi la questione direttamente al Consiglio dei Ministri. Non possiamo soprusi e ritorsioni da Roma perché la democrazia e i siciliani hanno deciso di difendere la costituzione”.

A rincarare la dose il presidente del dipartimento Enti Locali di Controcorrente, Luca Stagnitta, primo cittadino di Lingaglossa: “Da sindaco non posso che essere vicino a tutti i miei colleghi che hanno visto la propria comunità distrutta dal ciclone e che oggi, per la seconda volta, vengono danneggiati da una palese ritorsione del governo centrale che basa la sua impugnativa sull’eccesso di competenze. Una legge voluta fortemente dalla maggioranza di Schifani e smentita da Roma. Un chiaro messaggio che arriva qualche giorno dopo l’esito fallimentare del referendum proposto proprio dal governo Meloni. Una circostanza che amareggia perché quando a prevalere è l’ego e il potere, gli unici a pagare sono i cittadini anche quelli che hanno votato sì”.

“Giorgia Meloni mi ha scritto su whatsapp”

Non è finita qui. Stamani La Vardera ha, infatti, condiviso un video sui suoi canali social, raccontando di essere stato contattato da Giorgia Meloni.

“Questa notte intorno le 12:20 la donna più potente d’Italia, presidente del Consiglio dei ministri mi ha scritto su whatsapp. Mi ha allegato il mio video pubblicato sull’impugnativa del Cdm e mi ha detto ‘che modo vergognoso di fare politica, il cambiamento..’ – spiega il leader di Controcorrente -. Avete capito bene, nel pieno di una crisi di governo con uno scenario internazionale incerto e gli equilibri geopolitici che si sgretolano, il pensiero della premier sono io”.

“Un messaggio stringato che fa capire la grande irritazione contro di me e l’effetto della mia azione politica – prosegue -. Un chiaro messaggio che dopo la sconfitta del referendum la Meloni non è più politicamente lucida. Le ho risposto e ribadito che la Sicilia non è più nelle condizioni di governare e che dovrebbe essere lei a vergognarsi per aver consegnato la nostra terra nella mani di Schifani e compagnia. Proprio come ha fatto con Delmastro e Santanché, faccia dimettere tutti i suoi esponenti indagati e rinviati a giudizio che ci sono in Sicilia. Mai mi sarei aspettato che il livello si alzasse in questo modo, ma non mi fermo”.

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