Spari sui social, sale l’allarme allo Zen: “Ostentare violenza è segno di debolezza” | VIDEO
Tensione alta nel quartiere Zen di Palermo, dove i festeggiamenti di Capodanno hanno visto cassonetti crivellati, auto danneggiate e addirittura una donna di 34 anni ferita al collo da un colpo di arma da fuoco mentre stava festeggiando coi parenti in casa. Episodi che continuano a mettere al centro della cronaca il quartiere e che non sono neanche gli unici: nel tardo pomeriggio dell’1 gennaio, due ragazzi a bordo di uno scooter elettrico hanno, infatti, bloccato un autobus della linea 619 e puntato una pistola contro il conducente.
Nel mirino anche la chiesa di San Filippo Neri: dopo un primo episodio, nuovi proiettili hanno raggiunto la porta secondaria della parrocchia, danneggiando il quadro elettrico che si trova all’interno. Il sacerdote Giovanni Giannalia parla di una situazione ormai “fuori controllo”. “Evidentemente quello che fa la chiesa allo Zen dà fastidio”, sottolinea.
Spari postati sui social, il VIDEO
La diffusione di armi, specie tra i giovanissimi, pare avere raggiunto livelli altissimi. Un video, che nelle ultime ore ha preso a circolare sui social, immortala tre giovani del quartiere che ridono e scherzano mentre sparano in alto imbracciando fucili e pistole. Non è chiaro se si tratti di armi giocattolo o scacciacani ma, secondo alcune fonti investigative, dall’analisi dei video si tratterebbe di pistole e fucili veri.
L’appello di Lorefice: “Controlli e progettualità”
“Se è vero che colpire una chiesa è un gesto esecrabile perché ferisce un’intera comunità, oltre ad evidenziare un disagio verso il quale l’impegno della chiesa, delle istituzioni e delle realtà che operano per il bene comune non può conoscere cedimenti, di fronte a questa nuovo indegno attacco, che colpisce e danneggia addirittura l’aula nella quale si celebra la liturgia, alziamo la voce con forza nei confronti di chi crede di intimidire e di far indietreggiare l’annuncio coraggioso del Vangelo e l’impegno di riscatto sociale e culturale del quartiere”. Così l’arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, ha dichiarato dopo la notizia dei colpi sparati a danno della parrocchia San Filippo Neri.
“Ostentare queste forme di violenza e di aggressione è segno di debolezza, oltre che di grettezza e di sottosviluppo umano – ha proseguito -. Chi usa violenza non è un uomo, è un bruto, un mostro. Rinnoviamo il nostro appello a tutti coloro che ne hanno il ruolo di continuare a mettere in campo un’azione sinergica che preveda, oltre ad una costante e decisa attività di controllo del territorio, una lungimirante politica urbanistica su questi quartieri della città, unitamente a una rinnovata progettualità educativa e di cura delle persone, affinché i semi di speranza piantati recentemente nel cuore di questo quartiere, periferia geografica ma non umana di Palermo, possano portare frutti abbondanti di rigenerazione. La Chiesa palermitana continuerà a dare con creativo coraggio il suo apporto”.
