Spari allo Zen, convocato incontro in Prefettura: innalzato il livello di sorveglianza

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Si terrà domani, 8 gennaio, in prefettura il Comitato per l’ordine e la sicurezza convocato dopo gli spari allo Zen di Palermo. Il comitato sarà presieduto dal prefetto Massimo Mariani e sarà l’occasione per pianificare gli interventi e per sostenere l’azione del parroco Giovanni Giannalia.

La prefettura ha innalzato il livello di sorveglianza e disposto una serie di controlli e perquisizioni che hanno portato al sequestro di quattro pistole nascoste tra gli edifici del rione. Le associazioni di volontariato che operano nel quartiere chiedono anche interventi educativi e una maggiore coordinazione delle attività.

Il sit-in allo Zen

Nella giornata di ieri, 6 gennaio, oltre 200 persone hanno preso parte a un sit-in convocato dalle associazioni del quartiere di fronte alla parrocchia San Filippo Neri, il cui portone nei giorni scorsi è stato danneggiato da alcuni colpi di arma da fuoco. “Una volta spenti i riflettori, adesso bisogna sbracciarsi – ha sottolineato il parroco, don Giovanni Giannalia -. Spero che quanto successo sia servito. Non vogliamo e non possiamo fermarci, dobbiamo andare avanti per tutto quello che è accaduto. Stasera lo Zen c’è”.

Al sit-in hanno partecipato anche il presidente della commissione regionale Antimafia Antonello Cracolici, l’assessore del Comune di Palermo Fabrizio Ferrandelli, il parlamentare nazionale del Pd Giuseppe Provenzano, vari deputati regionali, consiglieri comunali e di circoscrizione, rappresentanti di numerosi partiti.

“Non dobbiamo creare muri – ha detto Cracolici – ma è intollerabile che davanti la scuola del quartiere la luce non funzioni. Se lo Zen è un’emergenza, allora in emergenza va garantita l’illuminazione pubblica. Al Comune di Palermo serve anche un ufficio unico che si occupi del quartiere”. Il Presidente del Tribunale di Palermo, Piergiorgio Morosini, a margine della celebrazione eucaristica che l’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, ha presieduto nella parrocchia del quartiere ha detto: “Allo Zen c’è bisogno di lavoro, di contrastare la disperazione scolastica, di stare vicini ai giovani. Bisogna contrastare la diffusione delle sostanze stupefacenti. Le istituzioni e le associazioni stanno provando a dare risposte ma non è facile”.

Lorefice: “Chi spara è un balordo, è un nulla”

“Chi spara allo Zen o a Monreale, all’Albergheria o all’Olivella, a Borgo Nuovo o a Borgo Vecchio, è un balordo, è un nulla, un meschino, un fifone, un codardo che si vuole mettere in mostra per guadagnare visibilità e incutere timore ostentando la forza delle armi e il potere dei ‘piccioli’ frutto di traffici illeciti e criminali. Convertitevi a Dio. Cambiate vita se no sarete solo dei perdenti. Dei falliti. Dei fuggiaschi che non possono venire alla luce del sole. Siete costretti a vagare nella notte. Siete sagome, ombre gonfiate”. Così ha detto l’arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, nella messa per l’Epifania celebrata nella parrocchia di San Filippo Neri.

“Solo il Dio che si è fatto Bambino dalla parte dei bambini, è l’Onnipotente. Che mette paura agli Erodi fantocci, di ieri e di oggi – ha aggiunto -. A voi, come a tutte le vostre star di riferimento che si sono spente nel più amaro isolamento grazie all’energia sempre nuova dello Stato e delle sue Istituzioni. Essere qui oggi per nessuno può essere una passerella. È un’assunzione definitiva di responsabilità. Da parte di tutti noi, a cominciare dal vescovo di questa città. A maggior ragione per chi si professa cristiano, di Cristo. Facciamo ancora in tempo a uscire se non fossero queste le intenzioni che ci hanno spinto a renderci presenti a questa liturgia dell’Epifania del Signore, della sua Manifestazione a tutte le genti. Siamo qui anche come cittadini e cittadine, per prendere posizione a favore della città. Per prendere posizione per lo Zen. Tutta Palermo, tutti e tutte che la abitiamo”.