Rapina a mano armata in una gioielleria di corso dei Mille, arrestato un 40enne: caccia ai due complici
La reazione del titolare dell’esercizio del commerciante ha impedito che il colpo andasse a segno. L’uomo ha riportato lesioni giudicate guaribili in 14 giorni. I tre malviventi sono fuggiti a bordo di una Lancia Y, poi rinvenuta e sequestrata.
Nei giorni scorsi la Polizia di Stato ha sottoposto a fermo di indiziato di delitto un 40enne italiano, con precedenti di polizia per reati contro il patrimonio, ritenuto responsabile del reato di tentata rapina aggravata in concorso ai danni di una gioielleria.
Il provvedimento precautelare trae origine da quanto accaduto lo scorso 11 febbraio nella zona di corso dei Mille. Tre soggetti con il volto travisato, uno dei quali armato di pistola, hanno fatto accesso all’interno dell’attività commerciale e tentato di farsi consegnare il contenuto di due casseforti. Evento che, però, non si è verificato e a seguito del quale il titolare dell’esercizio ha riportato lesioni giudicate guaribili in 14 giorni.
Tentata rapina in gioielleria, le indagini
I tre soggetti si sarebbero allontanati a bordo di una Lancia Y, successivamente rinvenuta e sottoposta a sequestro a poca distanza dal luogo dei fatti. Le indagini della VI Sezione Investigativa – “Contrasto al Crimine Diffuso” (“Falchi”) – della Squadra Mobile, insieme a personale della Squadra Investigativa del Commissariato “Brancaccio”, sono state finalizzate ad acquisire ogni dato utile all’individuazione dei responsabili dell’azione delittuosa. Prezioso, in particolare, il contributo giunto dall’analisi delle immagini tratte da impianti di videosorveglianza, da cui sono stati raccolti “specifici e concordanti elementi indizianti” a carico del 40enne. Questi è stato, infatti, riconosciuto come uno dei tre rapinatori che hanno materialmente fatto accesso all’interno della gioielleria.
La misura di custodia cautelare in carcere
Pertanto, nella serata del 19 febbraio l’uomo è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto, d’iniziativa della P.G., con conseguente tempestivo avviso al P.M. titolare del pertinente fascicolo d’indagine pendente presso la Procura della Repubblica di Palermo che ha coordinato la complessa azione investigativa.
Al termine dell’udienza di convalida, il 40enne, sottoposto alla misura della custodia cautelare in carcere, è stato condotto presso la Casa Circondariale “A. Lorusso-Pagliarelli”.
Giova precisare che la responsabilità penale delle condotte elencate sarà definita solo dopo l’emissione di eventuali sentenze passate in giudicato, in ossequio al principio costituzionale della presunzione di innocenza.
