Salute e Famiglia

Nel Green pass c’è una pericolosa anomalia: il governo lavora per eliminarla

Nel nostro paese la situazione della pandemia attualmente inizia a mostrare i primi segni di una possibile stabilizzazione. Non significa certo che il Covid non ci sia più o che sia in ritirata. Ma è probabile che potremmo essere vicini a superare il picco di questa ennesima ondata. Si deve tenere presente, infatti, che i numeri che vediamo oggi sono frutto di contagi avvenuti almeno 2 settimane fa. Ciò che conta, comunque, è che gli ospedali restano gestibili. In ogni caso sarà un Natale decisamente migliore di quello dell’anno scorso, perché la pressione sulle strutture ospedaliere ad oggi è decisamente accettabile. Anche se sono in aumento ricoveri e terapie intensive in almeno 6 Regioni, come ampiamente atteso. Ma, per fortuna, nulla a che vedere con quanto accadeva nel 2020. Il merito? Non ci possono essere dubbi: questa situazione è figlia dei vaccini. In ogni caso, fino a quando un grande numero di persone non avrà ricevuto anche la terza dose, nessuno può dire di essere al sicuro. Comunque la campagna vaccinale per le dosi booster procede a pieno ritmo.

LO STRANO E PERICOLOSO CASO DEI POSITIVI CON GREEN PASS

Adesso è alla ribalta una anomalia che riguarda i Green pass. Succede che cittadini in possesso di certificato verde e positivi al Covid per successiva infezione, possono circolare senza problemi, entrare nei locali e fare una vita normale. Rischiando di contagiare gli altri, volontariamente o involontariamente. Attualmente la loro certificazione continua a rimanere valida. Certo, la legge italiana già prevede pesanti sanzioni per chi, positivo, non rispetti l’isolamento, ma evidentemente non basta. E si moltiplicano i casi di persone pizzicate in giro con Green pass valido, ma positive al tampone. Proprio per sanare questa strana e pericolosa anomalia, il Ministero della Salute ha fatto sapere che a giorni arriverà un intervento del ministro Roberto Speranza per revocare temporaneamente il certificato verde a chi risulta positivo al Covid.

È pur vero, tuttavia, che il problema andrebbe però affrontato a livello europeo, fronte su cui il Ministero starebbe lavorando. Quando si arriverà ad un sistema di revoca a livello Ue, si avrà anche negli altri Paesi una uguale regolamentazione di blocco del certificato quando usato in modo scorretto.

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Pippo Maniscalco