Migranti, Lamorgese: «Non possiamo affondare barchini». Musumeci: «Non siamo criminali»

Botta e risposta sulla questione migranti tra il ministro dell’Interno ed il Governatore della Regione Siciliana

L’emergenza migranti ed i continui sbarchi fanno salire, nuovamente, la tensione tra il Governo di Roma e la Sicilia. Luciana Lamorgese, ministro dell’Interno, ha parlato della problematica utilizzando frasi che non sono piaciute per niente a Nello Musumeci, governatore della Regione Siciliana. L’isola, costantemente, è assediata dai flussi migratori ed il politico attende segnali chiari dall’Esecutivo guidato da Giuseppe Conte.

IL BOTTA E RISPOSTA SUI MIGRANTI

Nuovo botta e risposta sulla questione migranti. Il dibattito è stato aperto da Luciana Lamorgese, attuale ministro dell’Interno:

Una delle accuse che ci rivolgono è che non abbiamo bloccato gli sbarchi autonomi. Ma non possiamo bloccare i barchini affondandoli. Non devono partire, bisogna quindi lavorare con i Paesi di provenienza, come la Tunisia dove sono stata due volte a luglio ed agosto. Negli ultimi due mesi tutti i migranti sono arrivati con sbarchi autonomi, l’unico arrivo con una nave ong è avvenuto la scorsa settimana ed ha riguardato 350 persone“.

Frasi che hanno trovato ieri la risposta, seccata, di Nello Musumeci, governatore della Regione Siciliana:

Affondare i barchini? Ma ci hanno preso per criminali? Anche oggi il ministro dell’Interno ha perso l’occasione di dire una cosa semplice: hanno sottovalutato enormemente il rischio sanitario connesso alle migrazioni. Non hanno adeguato le strutture ai rischi connessi alla pandemia di cui si aveva notizia dai primi di febbraio. Domani è il 7 settembre e solo domani si terrà una riunione per svuotare ed adeguare l’hotspot di Lampedusa. Mentre ancora nulla si sa degli altri. Ragione per la quale domani, al termine di quella riunione sull’isola, valuteremo quali provvedimenti urgenti assumere, avendo appena ricevuto anche la relazione sul Cara di Caltanissetta. Tutti hanno capito che la nostra è una battaglia di civiltà. Quindi non ci fermiamo“.

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