“Malati oncologici in prefabbricati”, la polemica sul Policlinico e la replica: “Padiglione di recente ristrutturazione”
Scoppia la polemica sul reparto di Oncologia del Policlinico di Palermo a seguito del video condiviso sui social dal vicepresidente di Italia Viva, Davide Faraone. A corredo del breve filmato si legge: “Ci sono immagini che raccontano più di molte parole. Quelle che arrivano dal Day Hospital oncologico del Policlinico universitario Paolo Giaccone di Palermo mostrano pazienti ammassati in prefabbricati, sale di attesa sovraffollate, corridoi trasformati in luoghi di permanenza. Persone fragili che aspettano per ore una chemioterapia sedute dove capita. O in piedi. Non è un dettaglio organizzativo. Non è un piccolo disagio. È la fotografia di un sistema che fatica a garantire perfino le condizioni minime di dignità a chi sta affrontando una delle prove più dure della vita”.
Il “Paolo Giaccone” non ci sta e in una nota precisa che, in realtà, “il reparto di Oncologia non è ubicato in un prefabbricato, ma in un padiglione, di recente ristrutturazione, che per lungo tempo è stato utilizzato come Pronto Soccorso. L’unica porzione prefabbricata riguarda uno spazio aggiuntivo realizzato per gestire meglio i flussi di pazienti che si rivolgono all’Oncologia e i loro accompagnatori”.
Faraone: “Presenterò un’interrogazione al governo”
“Da circa un anno il Day Hospital oncologico e gli ambulatori collegati sono stati trasferiti in una struttura modulare prefabbricata vicino al Pronto soccorso. Una soluzione provvisoria, sulla carta. Ma quando il provvisorio dura mesi e mesi smette di essere una soluzione e diventa un problema enorme – ha scritto Faraone nel suo lungo post su Facebook -. Nel contesto oncologico gli spazi non sono un dettaglio logistico. Sono parte della cura. Chi affronta queste terapie è spesso immunodepresso, più vulnerabile alle infezioni, più esposto ai rischi. Tenerli per ore in ambienti affollati non è solo scomodo. Può diventare perfino pericoloso”.
Il vicepresidente di Italia Viva cita così il decreto ministeriale 70 del 2015 che stabilisce i requisiti strutturali dell’assistenza ospedaliera. “Il Piano oncologico nazionale ricorda che la qualità delle cure dipende anche dall’organizzazione dei percorsi e dall’adeguatezza degli ambienti. L’Accordo Stato-Regioni sulle reti oncologiche parla di presa in carico del paziente e di percorsi sicuri. Tutto chiaro sulla carta. Molto meno nella realtà”, sottolinea.
Tra le conseguenze, Faraone colloca anche le ripercussioni sugli operatori sanitari. “Questo contesto operativo, oltre a pesare gravemente sui pazienti, mortifica e svilisce il lavoro di oncologi e personale sanitario di ottima qualificazione clinica e professionale, esponendoli a condizioni di stress continuo e a un rischio crescente di burnout”.
“La scelta di curarsi altrove diventa quasi inevitabile – conclude -. Non è un caso se il Sud continua a perdere pazienti verso le regioni del Nord. Non sempre perché mancano i medici o le competenze. Spesso perché manca l’organizzazione. Così la Regione paga due volte: economicamente, con la mobilità sanitaria passiva, e moralmente, perdendo credibilità agli occhi dei cittadini. Per questo presenterò un’interrogazione al governo“.
La replica del Policlinico
La risposta della Direzione dell’AOUP non si è fatta attendere. “Spiace constatare che l’onorevole Faraone sia stato tratto in errore da informazioni inesatte, probabilmente diffuse da chi, per ragioni non chiare, tenta di denigrare il Policlinico – dicono dall’ospedale -. Il reparto di Oncologia, infatti, non è ubicato in un prefabbricato, ma in un padiglione, di recente ristrutturazione, che per lungo tempo è stato utilizzato come Pronto Soccorso. L’unica porzione prefabbricata riguarda uno spazio aggiuntivo realizzato per gestire meglio i flussi di pazienti che si rivolgono all’Oncologia e i loro accompagnatori. Il video divulgato dall’onorevole Faraone, tra l’altro, viola la privacy dei pazienti oltre che danneggiare l’immagine dell’azienda”.
La Direzione precisa che, causa dei numerosi cantieri connessi agli interventi del PNRR e agli adeguamenti antincendio, l’Unità Operativa di Oncologia risulta temporaneamente allocata in spazi che non rappresentano la sistemazione logistica definitiva. Il volume quotidiano di pazienti gestiti ammonta a circa 200 al giorno, tra visite ambulatoriali e trattamenti terapeutici.
“L’area dedicata all’accoglienza è dotata di una sala d’attesa, alla quale si aggiunge uno spazio esterno attrezzato con monitor per la comunicazione del flusso dei pazienti – spiegano dall’ospedale -. Al fine di assicurare adeguate condizioni di sicurezza e una corretta gestione degli accessi, l’area di attesa è supportata dalla presenza di personale dedicato, incaricato anche della distribuzione dei dispositivi di protezione individuale (mascherine) a pazienti e accompagnatori”.
“Si evidenzia che i pazienti oncologici, per la specifica tipologia assistenziale, sono frequentemente accompagnati da caregiver, circostanza che può determinare, in alcune fasce orarie, condizioni di temporaneo sovraffollamento. Inoltre, nonostante gli appuntamenti siano programmati secondo fasce orarie prestabilite, si rileva talvolta che alcuni utenti si presentino in reparto con anticipo o in orari diversi rispetto a quelli indicati, contribuendo alla formazione di momentanee situazioni di affollamento – prosegue la nota -. Le chemioterapie sono organizzate in turni mattutini e pomeridiani, con contestuale attività prolungata dell’UFA (Unità Farmaci Antiblastici) per la preparazione dei chemioterapici”.
“Le attività ambulatoriali sono inoltre programmate e organizzate mediante sistemi di recall, finalizzati a ricordare ai pazienti il rispetto dell’orario di appuntamento, con l’obiettivo di prevenire, per quanto possibile, situazioni di affollamento e di assicurare una gestione ordinata dei flussi di accesso – concludono dal Policlinico -. La Direzione e i responsabili dell’Unità Operativa assicurano costante vigilanza e monitoraggio dell’area, al fine di garantire adeguate condizioni organizzative e di sicurezza per utenti e personale”.
