Lo stakanovismo di Miccichè:«Ferie rinviate, e se è il caso al lavoro fino a ferragosto»

All'Ars è scontro dipendenti dirigenti riguardo le ferie. Il Presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana:"Ci sono priorità come le leggi il cui esame deve essere ancora conluso, e poi lo dobbiamo ai siciliani". Sulla stessa linea Nello Musumeci. "In caso ci alterneremo"

Un  tema caldo come il sole dell'estate quello che, puntualmente, si presenta negli uffici regionali: andare in ferie, magari posticipando determinati impegni lavorativi o, piuttosto, onorarli fino in fondo spostando le agognate vacanze? A fugare qualsiasi dubbio in merito ci pensa il Presidente dell'Ars, Gianfranco Miccichè, che, nella seduta di ieri ha affermato."Nel corso della conferenza dei capigruppo - ha detto ai parlamentari - ho comunicato che abbiamo dei doveri, ma certamente tra questi non c’è quello di andare in ferie, specialmente in un momento in cui la Sicilia vive parecchie difficoltà. Pertanto, siccome ci sono leggi il cui esame deve essere concluso, vi comunico in maniera assolutamente serena che possiamo restare qui fino a Ferragosto”. 

A dargli manforte è Carmelo Pullara, capogruppo di Popolari e autonomisti-Idea Sicilia all'Ars: "Bisogna recuperare i ritardi maturati durante il lockdown". Idea condivisa e rilanciata anche dal gruppo Attiva Sicilia e dal capogruppo di Diventerà Bellissima Alessandro Aricò.  Adesso l'annuncio di Miccichè ufficializza l'estate lavorativa, almeno per altri dieci giorni, per i parlamentari siciliani.

MUSUMECI SI ALLINEA

E sulla stessa scia anche il presidente della Regione ha annunciato che quella in corso sarà un'estate di lavoro. "Continueremo a lavorare per tutto il mese di agosto - ha detto - alternandoci in Giunta per evitare che ci possano essere delle pause che, in questo momento, i siciliani non si possono permettere".

--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

Ferrandelli: «Per capire Palermo bisogna viverla con gli occhi dei suoi abitanti»