Dopo 5 anni sono scomparsi i soldi destinati al ponte Corleone, che rischia la chiusura

I lavori, finanziati cinque anni fa con 17 milioni, non sono mai partiti. Per il raddoppio della struttura e il consolidamento il Comune adesso vuole utilizzare i fondi europei in arrivo con il Recovey fund

Nel 2015, quando c’era ancora  il governo Renzi, con il “Patto per Palermo” lo Stato ha messo a disposizione 17 milioni per la realizzazione di ponti laterali al ponte Corleone. Ad oggi, dopo cinque anni, il Comune non ha speso neppure un euro di questa somma. E, come riportato da Repubblica,  i 17 milioni sono scomparsi. Il perché lo chiarisce Paola De Micheli, la ministra delle Infrastrutture: «I fondi in questi anni non sono stati utilizzati e quindi sono stati svincolati, adesso occorrerà reperire altre risorse». Questo il commento dell’Ance Palermo: «I fondi per il raddoppio del ponte Corleone, stanziati e persi perché il Comune non è stato in grado di spenderli sono l’emblema di una situazione gravissima in città».

PONTE CORLEONE A RISCHIO CHIUSURA

Il ponte Corleone per Palermo ha la stessa importanza che aveva il ponte Morandi a Genova, rappresentando l’unico collegamento fra le autostrade Palermo-Catania e Palermo-Trapani. Essendo rimasto senza interventi adesso è a rischio chiusura. Lo ha detto Gianluca Ievolella, provveditore della Opere pubbliche per Sicilia e Calabria, rispondendo ad una interrogazione : «L’intervento di realizzazione dei ponti laterali al ponte Corleone ha carattere di estrema urgenza, poiché l’eventuale chiusura del ponte per lavori di manutenzione straordinaria di fatto chiuderebbe la principale arteria di accesso alla città».

IL PONTE «HA EVIDENTI CRITICITÀ»

Ievolella ha spiegato: «La struttura presenta forti fenomeni di carbonizzazione del calcestruzzo in vaste aree, per spessori che superano il copriferro, peraltro inesistente in varie zone delle strutture- Le armature in ferro utilizzate all’epoca sono in acciaio, e appaiono vistosamente ridotte di sezione a causa corrosione.A cura del Comune sono stati eseguiti 15 anni fa dei carotaggi sul calcestruzzo per l’individuazione della resistenza con esiti confortanti, ma non risultano effettuate prove di carico sull’impalcato e nemmeno un monitoraggio continuo sul ponte». Nonostante le cose stiano così,  ancora non c’è né un progetto definitivo né un appalto per la revisione dell’opera. Solo il provvedimento comunale per limitare il transito ai veicoli con più di 11 tonnellate di peso.

RECOVERY FUND

Adesso il Comune vuole correre ai ripari, e pensa di utilizzare i fondi europei del Recovery fund. L’Asael, associazione che riunisce gli amministratori locali siciliani, in una lettera indirizzata ai sindaci delle Città Metropolitane di Palermo, Catania e Messina ha scritto: “Il Recovery fund deve rappresentare una grande occasione anche per le Città Metropolitane siciliane per attuare una necessaria politica degli investimenti privilegiando, tra l’altro, il ripristino della rete viaria, che soprattutto nelle zone interne è ormai da anni priva di quegli interventi strutturali che possano consentire di eliminare l’isolamento di tanti territori e di vari Comuni”