Il No vince al referendum, Meloni: “Rispettiamo decisione degli italiani”. Conte: “Avviso di sfratto al governo”
“Gli italiani hanno deciso. E noi rispettiamo questa decisione”. Così il premier Giorgia Meloni dopo la vittoria del No al referendum sulla riforma della giustizia. “Andremo avanti, come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, determinazione e rispetto verso il popolo italiano e verso l’Italia”, ha aggiunto il presidente del Consiglio sottolineando: “Resta il rammarico per un’occasione persa per modernizzare l’Italia”.
“Ce l’abbiamo messa tutta, nessun rimpianto”, è il primo commento del Comitato per il Sì. Interviene anche l’avvocato Giandomenico Caiazza (Sì Separa): “Metà del Paese voleva in ogni caso questa riforma. I precedenti referendum costituzionali hanno visto una forchetta tra il Sì e il No di almeno del 20%, per esempio nel referendum Renzi e ancora di più quello sulla riduzione dei parlamentari. Stiamo parlando di un distacco in questo momento di pochissimi punti, se questo è l’ordine di grandezza. Noi stiamo parlando di un Paese su un tema di questa importanza diviso radicalmente in due”.
Nordio: “Prendo atto della decisione del popolo sovrano”
“Prendo atto con rispetto della decisione del popolo sovrano. Il nostro intendimento era quello di attuare definitivamente il progetto ideato da Giuliano Vassalli con il processo accusatorio e consacrato dall’articolo 111 della Costituzione che definisce il giudice terzo ed imparziale. Abbiamo impiegato tutte le nostre energie per spiegare, in termini accessibili, la complessità di questa riforma. Non è nostra intenzione attribuire o meno a questo voto un significato politico. Ringraziamo la parte dell’elettorato che ci ha dato fiducia e comunque ci consola l’alta partecipazione al voto che conferma la solidità della nostra democrazia”. Così il ministro della Giustizia Carlo Nordio in merito al risultato del referendum sulla Giustizia.
Conte: “Ce l’abbiamo fatta, viva la Costituzione”
“Ce l’abbiamo fatta, viva la Costituzione”, è il commento a caldo del leader del M5s Giuseppe Conte, che parla di “avviso di sfratto al governo, dopo 4 anni. Un segnale forte, politico”.
“Si apre una nuova stagione, una primavera politica. I cittadini sono protagonisti, vogliono voltare pagina, segnalano la richiesta di un’altra politica, più attenta ai bisogni delle persone e meno a tutelare i politici dalle inchieste. Il M5s ha tutto il diritto, con le altre forze progressiste, di interpretare questa nuova primavera”, ha proseguito in conferenza stampa nella sede del partito, a Roma.
Landini: “Chiesto cambio politiche economiche”
“La maggioranza di questo Paese chiede un cambiamento delle politiche economiche e sociali. In questo voto credo che, oltre alla difesa della magistratura e la democrazia, ci sia la richiesta di una diversa politica economica e sociale che rimette al centro il valore del lavoro, la pace”. Lo ha detto il segretario della Cgil Maurizio Landini nel corso della conferenza stampa di commento del voto sul referendum sulla giustizia.
“Non voglio sostituirmi a nessuno, però mi sembra chiaro: questa prova indica che il governo non ha il consenso della maggioranza del Paese, non rappresenta la maggioranza di questo Paese. Questo mi sembra un elemento politico preciso”. ha aggiunto il leader della Cgil. Il governo ha avuto “un certo atteggiamento autoritario, pensando che avendo vinto le elezioni e avendo una maggioranza in Parlamento poteva fare quello che voleva, fino a mettere in discussione la Costituzione – ha proseguito -. Il messaggio che arriva è che in democrazia chi governa non deve comandare, ma deve rispettare le nostre regole e avere la pazienza di confrontarsi e di misurarsi anche con i soggetti sociali che hanno delle idee, che propongono anche delle soluzioni”.
Manifestazioni in programma
Al grido “Ha vinto il no. Meloni dimissioni!” si scenderà in piazza oggi pomeriggio in diverse città italiane. A lanciare le manifestazioni Potere al Popolo e il Comitato No Sociale. A Roma è stato dato appuntamento alle 18 a piazza Santi Apostoli, a Milano in piazzale Loreto, a Napoli alla stessa ora a Largo Berlinguer, a Torino in piazza Castello. Organizzati presidi anche a Bologna, Cuneo, Padova, Pisa, Verona.
