Eventi speciali urbani che riflettono il pensiero strategico ispirato al poker
Passeggiando nelle città italiane capita, ogni tanto, di imbattersi in eventi sociali che sembrano spiazzare le solite abitudini di comunità. Non si vedono solo nelle piazze di Milano o ai festival di Torino; anche in paesi più piccoli si stanno sperimentando nuovi format dove conta molto di più saper pianificare che affidarsi alla fortuna.
L’ispirazione? Quasi inevitabilmente rimanda al poker, almeno per quanto riguarda le regole che simulano un certo modo di gestire il rischio e osservare chi hai davanti. Curiosamente, l’idea di “giocare” senza sapere tutto in anticipo, be’, non è davvero tanto diversa da quello che succede nella società, tra decisioni pubbliche e mille interessi spesso poco compatibili. Urban Games Lab del Politecnico di Milano, se non ho letto male, qualche tempo fa sosteneva che almeno il 28% dei festival urbani include giochi che richiamano in qualche modo le regole base del poker.
Tornei urbani e giochi di ruolo strategici
Nelle città, grandi o meno grandi, la piazza pubblica sembra ritagliarsi di nuovo un ruolo centrale quando si tratta di tornei semi-improvvisati. Prendiamo Bologna, per dire: nel 2022 c’è stato quell’evento molto chiacchierato, oltre 1.500 persone, non cifre piccole, si sono messe in gioco in un torneo non competitivo, tra cortili e coworking. In quel caso, la strategia era duplice: non solo “fiches” o, meglio, tempo, ma anche il tentativo quasi continuo di fare squadra, anche se nessuno giocava davvero in solitaria.
La dimensione social, insomma, diventava inevitabile. Muoversi in una rete di ruoli, di risorse che non bastano mai, è sembrato più importante ancora della mano che capitava. E quella logica del Texas Hold’em, un’informazione sempre incompleta, la possibilità di bluffare, finisce per essere la regola del gioco. Si vedono anche giochi di ruolo urbani: i residenti diventano, per un po’, amministratori, investitori, membri di associazioni, e ogni scelta è una “mano” che si gioca puntando sui progetti di quartiere senza avere tutto sotto controllo, poi si va in showdown e tutti vedono le carte. Dati diffusi da Urbanistica Attiva a dicembre 2023 suggeriscono che circa il 62% dei partecipanti si dice, dopo l’esperienza, più consapevole delle dinamiche urbane, ma ovviamente resta spazio per chi resta scettico.
Laboratori di decisione e nuovi format di community
Laboratori ispirati ai giochi strategici rappresentano una novità tra attivisti e progettisti urbani. Nel 2023, il primo workshop milanese ha visto 80 professionisti discutere trade-off e priorità usando meccaniche mutuate dal gioco online. Durante questi incontri, si è provato a mettere in scena, anche solo per finta, qualche scenario: short stack, slow play, fold e all-in, ognuna di queste situazioni funziona da pretesto per ragionare su problemi urbani reali.Un’allocazione di spazi può diventare una puntata rischiosa, una trattativa tra enti, quasi sempre combattuta sul filo della comunicazione non detta, assume altri significati. Nei laboratori, si nota spesso come l’urgenza del consenso immediato tenga testa ai benefici potenziali, che si fanno vedere solo sulla distanza. Il bluff, naturalmente, non è esattamente il male assoluto: a volte una strategia di copertura aiuta, altre rischia di ritorcersi contro.
A Torino e Firenze, per esempio, eventi simili, almeno questo indicano i dati del Consiglio Nazionale delle Ricerche 2024, hanno portato oltre il 70% dei partecipanti a dichiarare questa formula più stimolante della classica tavola rotonda. I momenti che forse restano di più? Spesso non sono quelli più rigorosi, ma quelle improvvise derive di discussione aperta che partono da una “mano” di troppo e si trasformano in veri scambi sulla vita della città.
Casino urbani temporanei e installazioni nei festival
Gli spazi pubblici, si direbbe, sono diventati veri e propri laboratori di strategia quasi a cielo aperto: casino urbani, ma nel senso più leggero e paradossale possibile. Naturalmente non si parla di gambling: sono installazioni spontanee gratuite, dove i soldi non entrano proprio in scena. Dal 2021 si vedono sempre più spesso, ad esempio nei parchi cittadini o ai festival, tavoli da gioco improvvisati all’aperto.
Le fiches perdono il loro valore classico e assumono quello di risorse: verde, lavoro, abitazione, cultura, difficile prevedere tutto. Ogni partecipante si inventa una mano per contribuire (si spera) al proprio quartiere, e c’è chi preferisce rischiare, chi no – non è poi così diverso dalla varia umanità ai veri tavoli da gioco.
Al Festival della Città di Roma, nel 2023, circa 350 cittadini hanno vissuto un’esperienza in cui la distribuzione delle risorse comunali, questa volta a suon di carte e bluff ragionato, diventava improvvisamente molto più chiara, anche a chi normalmente guarda da fuori.
Secondo uno studio recente dell’Associazione Festival Urbani, pubblicato a gennaio 2024, quasi l’80% (si parla del 79%) si dice più consapevole delle difficoltà nelle decisioni reali. E, come effetto secondario non trascurabile, queste iniziative hanno facilitato mescolanze tra generazioni e momenti di confronto che forse sarebbero stati altrimenti impossibili.
Eventi ibridi e discussioni comunitarie serali
Si stanno moltiplicando, lentamente ma con costanza, eventi community a metà tra il gioco e il confronto. Tavoli veloci di Texas Hold’em si organizzano un po’ ovunque: nei centri culturali di quartiere, in qualche bar, persino in piccoli spazi condivisi. Ogni mano diventa un pretesto per fermarsi e discutere, magari giusto per un quarto d’ora.
I dati vengono letti, si fanno tentativi di valutare la fiducia reciproca e, ogni tanto, si simulano “coalition” e divisioni di bottino per capire qualcosa di più sulla collaborazione quando regna incertezza. Prendiamo Napoli: lì il format “Tavolo di città” è andato in scena otto volte nel 2023, accostando universitari a residenti di lungo corso.
Pare, almeno stando a un sondaggio della Fondazione Ricerca Urbana, che la dimensione “poker sociale” agisca da catalizzatore nel trattare questioni spinose – dalla gestione della ZTL alla redistribuzione dei fondi. Forse la chiave sta proprio in questa combinazione poco “canon” tra gioco e confronto, che rende un po’ meno rigido il modo di affrontare le mille realtà delle città contemporanee.
Promozione della responsabilità e riferimenti educativi
Tutti gli eventi ispirati a giochi di carte strategici in contesti urbani descritti qui adottano regole senza premi in denaro proprio per responsabilizzare i partecipanti. Il gioco non viene usato come strumento di azzardo, ma come modello educativo per ragionare su rischio, cooperazione e fiducia.
Esperti di ludica urbana e mediatori civici sottolineano l’importanza delle regole chiare e della trasparenza, raccomandando di non superare la soglia tra gioco costruttivo e comportamenti problematici. In Italia, negli ultimi anni le associazioni promuovono linee guida per garantire sicurezza e inclusione, diffondendo il valore di queste dinamiche come metafora sociale senza mai spingere verso l’azzardo.
Fonte foto: Canva Editor
