La Fp Cgil denuncia: «Promiscuità di reparti, ospedale Civico a rischio focolaio covid»

Parte dalla Fp Cgil una grave denuncia circa l’organizzazione interna dell’ospedale Civico di Palermo in merito al trattamento dei pazienti colpiti da covid-19. In una nota indirizzata al al direttore dell’Arnas Civico, al Prefetto di Palermo e all’Ispettorato Funzione pubblica, il sindacato addita il focolaio scoppiato all’interno della II° U.O.C. di Medicina, un reparto non Covid, dove sono stati confermati nove casi di contagio. Una situazione inaccettabile che dimostra superficialità e scarsa attenzione, figlia “senza ombra di dubbio una grave conseguenza anche di scelte mai condivise e scarsa applicazione di misure per la prevenzione del contagio da Sars-Cov -2 in codesta azienda”.

ASSENZA DI UN COMITATOI DI CONTROLLO

Al Civico, denuncia la Fp Cgil, non è stato ancora costituito quel “comitato di controllo” obbligatorio, previsto dai protocolli sottoscritti da ministero e organizzazione sindacale. Troppi i reparti misti nonchè i pochi test effettuati agli stessi lavoratori. Inoltre sembra mancherebbero percorsi separati o comunque sarebbero pochi i filtri all’ingresso per i parenti che alle visite salgono a trovare i pazienti nei reparti non Covid.La costituzione dell’apposito comitato avrebbe potuto dare, da parte dei lavoratori direttamente interessati e delle loro rappresentanze, indicazione sui reali rischi e proposte di soluzione”. Questo è quanto affermano per la Fp Cgil Palermo il segretario generale Giovanni Cammuca, il segretario aziendale del comparto Fortunato Corrao, il segretario provinciale Fp Cgil medici Domenico Mirabile e il segretario aziendale medici Franco La Barbera. L’intenzione è quella di chiedere una convocazione finalizzata all’adozione di misure di contenimento del focolaio in atto e per prevenirne altri.

REPARTI MISTI UN GRANDE PERICOLO

A preoccupare più di ogni altro aspetto è la “promiscuità” che ancora esiste tra diversi reparti del Civico. “Nel caso specifico, la seconda divisione di Medicina, non Covid, è situata al secondo piano del Padiglione 4, dichiarato padiglione Covid sin dalla prima ondata di marzo-maggio – annota la Fp Cgil Palermo – E si trova in mezzo, come un sandwich, al reparto II° Medicina Covid e a Pneumologia (anch’esso Covid), situati al terzo piano e alla I° Rianimazione, che accoglie anch’essa pazienti Covid positivi, e che si trova al primo piano”. E ancora: “al piano terra si trovano da un lato la Terapia intensiva respiratoria (Utir), che dovrebbe accogliere ulteriori pazienti Covid e dall’altro la Gastroenterologia a indirizzo endoscopico. Tale promiscuità finisce inevitabilmente per causare, ad esempio l’utilizzo degli stessi ascensori da parte del personale impegnato nelle aree covid con quello dei reparti non covid. Ma non solo, considerato che l’accesso agli ambulatori della II° Medicina non Covid, dove viene rilevata solo la temperatura, di nessun valore nel caso di positivi asintomatici, è unita alla altissima probabilità che i parenti dei pazienti della II° U.O.C. non Covid riescano in qualche modo ad arrivare al letto dei propri congiunti, mancando un vero e proprio filtro all’ingresso che possa impedirlo. Cosa che espone enormemente al rischio infezione pazienti e operatori sanitari dell’unità in questione”.

LA PRIMA ONDATA SEMBREREBBE NON AVERE INSEGNATO NULLA

“I test di laboratorio, complessivamente, anche in altri reparti, sono stati effettuati in maniera episodica e a distanza di diversi mesi. Se c’è una cosa che la prima ondata ha insegnato – conclude il sindacato –  è che occorre assolutamenteevitare reparti misti, Covid-non Covid, con separazione netta dei percorsi”.

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Redazione PL