A Palermo il Grand Stand Arena, la Giunta approva lo schema di collaborazione

La Giunta comunale di Palermo ha deliberato l’approvazione dello schema di accordo di collaborazione, ai sensi dell’art. 15 della Legge 241/1990, tra il Comune e il Commissario Straordinario di Governo per gli interventi infrastrutturali e di riqualificazione sociale, che si avvale della collaborazione di Sport e Salute S.p.A., società in house del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

L’accordo è finalizzato alla realizzazione della “Grand Stand Arena”, una moderna infrastruttura sportiva polifunzionale da collocare nell’area adiacente alla Piscina comunale, in zona limitrofa al Parco della Favorita. Si tratta di un’arena modulare e innovativa, con una capienza fino a 6.300 spettatori, un’area di gioco di 920 metri quadrati e la possibilità di ospitare competizioni sportive (tra cui tennis e padel), eventi culturali, stage e concerti.

“Questa delibera – dichiara il sindaco Roberto Lagalla – è il risultato di una solida intesa interistituzionale tra il Comune di Palermo, il Commissario Straordinario di Governo e Sport e Salute. Un lavoro condiviso che può portare finalmente in città una struttura polifunzionale che oggettivamente manca, non solo per lo sport ma anche per gli eventi e gli spettacoli”

.”La Grand Stand Arena – prosegue il sindaco – consentirà la pratica di diverse discipline sportive, aumentando in modo significativo il valore sociale dell’infrastruttura, soprattutto in termini di inclusione, accessibilità e opportunità per i giovani e per le fasce più fragili della popolazione. È un’opera che, pur impegnando altre risorse, nasce sulla scia del “Modello Caivano” che a Palermo si è concretizzata nel del Piano straordinario Borgo Nuovo e in coerenza con le politiche di rigenerazione urbana e sociale che stiamo portando avanti”.

La localizzazione individuata è il risultato di una serie di sopralluoghi tecnici condotti con i tecnici di Sport e Salute. “La scelta dell’area – conclude il sindaco – risponde a criteri funzionali e strategici: da un lato va a completare l’asse dello sport di viale del Fante, dove il Comune è già impegnato nella ristrutturazione della Piscina comunale; dall’altro offre adeguate possibilità di parcheggio e collegamenti con il trasporto pubblico, rendendo l’impianto facilmente accessibile a tutta la città. L’ubicazione dell’impianto, inoltre, ricade in un’area limitrofa al perimetro della riserva naturale del Parco della Favorita, che gli uffici dell’Area Urbanistica hanno attestato essere ricadente in “Area omogenea F3″ destinata, appunto, ad attrezzature sportive”.

Grand Stand Arena, i costi

Il costo complessivo dell’operazione per il Comune di Palermo è pari a 6.386.000 euro. Una parte significativa delle risorse deriva da economie di gara che si sono generate nel programma di spesa POC Metro 2014/2020, a conferma della gestione oculata, attenta e responsabile dei conti pubblici da parte dell’Amministrazione comunale. A seguito dell’approvazione della delibera, nelle prossime settimane prenderà avvio l’intero iter progettuale, che prevede il coinvolgimento di tutti i soggetti e gli enti competenti al rilascio delle autorizzazioni necessarie, secondo un percorso standard, proprio di tutte le opere pubbliche, come regolamentato dal codice dei contratti pubblici e, pertanto, condiviso e trasparente.

Grand Stand Arena, le reazioni

“L’uso del decreto Caivano per realizzare la Grand Stand Arena accanto al Circolo del Tennis è scandaloso! Le strutture realizzate con tale decreto devono essere destinate, per legge, al ‘risanamento e alla riqualificazione funzionali al territorio del quartiere Borgo Nuovo’ e dovrebbero servire a ‘contrastare i fenomeni di degrado, vulnerabilità sociale e disagio giovanile attraverso la rigenerazione del tessuto urbano e sociale’ di quel quartiere”. Carmelo Miceli, consigliere comunale e coordinatore regionale di Progetto Civico Italia, interviene sull’opera che sarà realizzata alla Favorita.
“Davvero Lagalla pensa che per aiutare i giovani di Borgo Nuovo serva collocare un’opera di quel tipo accanto ad un Circolo del Tennis frequentato storicamente dalla borghesia della Città? Davvero – continua Miceli – il Professore pensa che sia possibile superare i vincoli di legge asserendo che gli obiettivi del decreto si potranno raggiungere per effetto di una semplice immissione “in rete” di tale strutturale con quelle esistenti nella periferia? Con le stesse somme che si stanno impiegando per questa opera (6,385 milioni di cui 3 a totale carico delle casse comunali), quanti impianti e opere si potevano realizzare a Borgo Nuovo? Il sindaco, inoltre, non spende una sola parola riguardo alle finalità sociali dell’opera. A dimostrazione del fatto che il decreto Caivano sia stato soltanto una scorciatoia per aggirare la burocrazia”.

FOTO profilo Facebook Antonino Randazzo