Violenza ed estorsione, imprenditore edile denuncia: due indagati a Palermo
Scatta a Palermo l’ordinanza di custodia cautelare a carico di due indagati ritenuti responsabili, a vario titolo, di estorsione aggravata dal metodo mafioso e violenza privata, anch’essa aggravata dal metodo mafioso. A eseguire nei giorni scorsi il provvedimento sono stati gli agenti della Squadra Mobile di Palermo – Sezione Criminalità Organizzata, su delega della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia.
L’attività investigativa, condotta nel giro di poche settimane e coordinata dalla DDA di Palermo, trae origine dalla denuncia di un imprenditore edile, impegnato nella realizzazione di un progetto immobiliare per la costruzione di un edificio in città. Il denunciante e un suo familiare sarebbero stati, infatti, “avvicinati”, intimiditi e aggrediti dagli odierni indagati che, con condotte plurime, vessatorie ed estorsive a chiara connotazione mafiosa – facendo riferimento esplicito alla necessità di soddisfacimento degli interessi di Cosa Nostra – avevano imposto la cosiddetta “messa a posto” per la realizzazione dei citati lavori.
L’Autorità Giudiziaria ha disposto per uno degli indagati la custodia in carcere, per l’altro il divieto di dimora nel Comune di Palermo con obbligo di permanenza in casa nelle ore notturne e obbligo di presentazione alla P.G.
L’odierno provvedimento, emesso dal G.I.P. di Palermo sulla base delle risultanze investigative condotte dalla Polizia di Stato e coordinate dalla Direzione Distrettuale di Palermo, si basa su gravi indizi di colpevolezza, significando che le piene responsabilità penali per i fatti indicati saranno accertate in sede di giudizio in ossequio al principio costituzionale della presunzione di innocenza.
