“Case vicine al costone crolleranno o saranno abbattute”: la frana di Niscemi è ancora in movimento | GLI AGGIORNAMENTI
Foto da Facebook Salvo Cocina
La frana di Niscemi “è ancora in movimento, anche se la velocità sta rallentando”. Lo ha detto il Capo della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, che ha definito “prematuro” definire ora l’orizzonte per il ritorno alla normalità. “Stiamo monitorando, anche con il supporto dei satelliti dell’Agenzia Spaziale Italiana e dell’Agenzia Spaziale Argentina, il movimento franoso, che ci darà una precisa attenzione su quando sarà possibile fare un ragionamento di lungo periodo – ha aggiunto, intervistato da Non Stop News, su RTL 102.5.- Però, fino a quando ci sarà acqua sul corpo di frana, quella frana sarà destinata a muoversi. Un po’ come quando si costruiscono i castelli di sabbia: se ci si versa sopra acqua, il castello si scioglie”.
“In questo momento la fascia di sicurezza di 150 metri, che è stata individuata come precauzionale, tiene al sicuro i cittadini e questo è il risultato prioritario che bisogna raggiungere – ha detto Fabio Ciciliano -. In quella fascia ci sono case che potrebbero essere restituite ai cittadini quando si sarà fatto un controllo preciso sul movimento della frana, e case che non saranno più utilizzabili e quindi non restituibili. Lo scenario futuro che prevedo è che quella fascia, con la stabilizzazione della frana e l’analisi puntuale del sottosuolo, potrà essere restituita, anche se parzialmente, ai cittadini. Quelle case che vedete sulla frana vanno demolite o precipiteranno”.
“Oggi – ha aggiunto – riaprono le scuole che non sono in zona rossa, il ritardo è stato determinato dal fatto che il 25 gennaio, quando c’è stata la frana, per motivi di sicurezza si è dovuta chiudere l’intera rete del gas di Niscemi, che ovviamente è stata poi riaperta. Questi ultimi giorni sono serviti per redistribuire gli studenti delle scuole che non si possono aprire e che vengono accolti in questi nuovi edifici scolastici”.
Le possibili soluzioni per Niscemi
Nelle case di Niscemi che si trovano in zona entro i 50 metri dal costone crollato, non rientrerà più nessuno: o crolleranno da sé o saranno rase al suolo”. L’ha detto il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, in conferenza stampa a Palazzo d’Orleans.
“Stiamo valutando come affrontare la situazione, aspetto di avere una relazione del sindaco sul numero di immobili sfitti per una provvisoria trasmigrazione di chi ha perso la casa”. Tra le ipotesi condivisa dal governatore quella di espandere l’urbanizzazione di Niscemi verso le aree messe a disposizione dal Comune di Gela e diversa dal progetto di una new town, idea quest’ultima per cui il governatore si è detto “contrario”. “Non ritengo – ha sottolineato Schifani – che ci sia l’esigenza di un provvedimento ad hoc per Niscemi che è stata inserita all’ultimo minuto nell’ordinanza sui danni del ciclone Harry. Avere una seconda ordinanza significherebbe creare delle duplicazioni, io sono più per la semplificazione”.
