Manifestazione pro Askatasuna a Torino, 103 feriti di cui 29 agenti. Meloni: “Criminali organizzati”

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Torino

Sono almeno due le persone arrestate ieri a Torino e portate in carcere per gli scontri avvenuti nel corso della manifestazione contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. Uno è un giovane residente nel capoluogo piemontese. Si ha notizia di giovani donne rilasciate e denunciate a piede libero. Le persone fermate nella serata di ieri, sabato 31 gennaio, e portate in questura per gli accertamenti sono state in tutto una decina.

Gli scontri hanno causato un bilancio elevato per quanto concerne i feriti. Azienda Zero, attraverso la Centrale Operativa del 118 di Torino, nel corso della manifestazione ha gestito complessivamente il trasferimento di 103 feriti. In particolare, sono 29 gli appartenenti alle forze dell’ordine che sono stati portati in diversi ospedali torinesi, dopo essere rimasti feriti negli scontri avvenuti durante la manifestazione. Uno è ancora in osservazione al Cto, altri due sono alle Molinette.

Saranno dimessi nel corso della giornata di domenica, come ha comunicato il direttore sanitario. “Entrambi – ha detto – hanno un trauma cranico non commotivo. Sono coscienti e vigili. Uno dei pazienti, quando è arrivato qui, presentava anche una ferita da taglio a una coscia, provocata da un corpo contundente che potrebbe essere un martello”. Anche l’operatore ricoverato al Cto dovrebbe essere dimesso in giornata.

Calci, pugni e colpi di martello: l’aggressione a un agente

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha incontrato gli agenti e i militari coinvolti negli scontri. La visita della premier ai due agenti delle forze dell’ordine ricoverati nell’ospedale Torinese delle Molinette è durata 10 minuti.

Uno dei due ricoverati è l’agente di 29 anni del reparto mobile di Padova immortalato da un video che ha già fatto il giro dei social. L’uomo è stato colpito dai dimostranti a calci, pugni e colpi di martello. Era in servizio a Torino per la manifestazione, a pochi metri dal campus universitario Luigi Einaudi. A salvarlo sono stati i suoi colleghi intervenuti per proteggerlo. Ricoverato al pronto soccorso chirurgico, ha riportato contusioni multiple e una ferita da martello sulla coscia sinistra, già suturata.

Meloni: “Valutare le nuove norme del decreto sicurezza”

“Per quanto riguarda il Governo, ho convocato una riunione per domattina per parlare delle minacce all’ordine pubblico di questi giorni e per valutare le nuove norme del decreto sicurezza. Faremo quello che serve per ripristinare le regole in questa Nazione”, ha scritto sui social la premier pubblicando la foto della sua visita all’ospedale Le Molinette di Torino “per portare, a nome dell’Italia, la solidarietà a due degli agenti rimasti feriti negli scontri di ieri”.

“Ora sarò chiara – ha proseguito -. Questi non sono manifestanti. Questi sono criminali organizzati. Quando si colpisce qualcuno a martellate, lo si fa sapendo che le conseguenze possono essere molto, molto gravi. Non è una protesta, non sono scontri. Si chiama tentato omicidio“. “Mi aspetto che la magistratura valuti questi episodi per quello che sono, senza esitazioni, applicando le norme che già ci sono e consentono di rispondere in modo fermo, perché non si ripeta che alla denuncia dei responsabili non segua nulla, come purtroppo è accaduto troppe volte – aggiunge -. Se i poliziotti avessero reagito agli aggressori sarebbero già iscritti nel registro degli indagati, e probabilmente ci sarebbe qualche misura cautelare a loro carico. Ma se non riusciamo a difendere chi ci difende, non esiste lo Stato di diritto”.

Salvini: “Più tutele alle Forze dell’Ordine”

Sui social è intervenuto il leader della Lega e vicepremier, Matteo Salvini: “I gravissimi scontri di Torino impongono alcune scelte: nessuna tolleranza con i violenti, subito il nuovo pacchetto sicurezza che prevede più tutele alle Forze dell’Ordine, e soprattutto l’obbligo di una cauzione per chi scende in piazza come proposto dalla Lega. Manifestare è legittimo, sfasciare le città e picchiare poliziotti no!”.

Crosetto: “Non è in gioco una parte politica ma la Repubblica Italiana”

“Non sono manifestanti, sono guerriglieri, sono bande armate che hanno come obiettivo quello di colpire lo Stato e chi lo serve. Non un Governo ma lo Stato – scrive il ministro della Difesa Guido Crosetto su X -. Supportarli, accettarli, giustificarli, cercare di sminuire é, a mio avviso, inaccettabile. Devono essere combattuti come sono state combattute le Brigate Rosse e non essere trattati come “compagni che sbagliano”. Il giudizio di fronte a questi fatti deve vederci tutti uniti come lo furono le forze politiche negli anni del terrorismo. Non è in gioco una parte politica ma la Repubblica Italiana”.

“Oltre 1000 persone. Organizzate militarmente. Con una strategia da guerriglia urbana, divisi in due grandi blocchi. Bombe carta piene di chiodi, molotov, jammer per impedire le comunicazioni tra le forze dell’ordine, spranghe di ferro, scudi, maschere, occhiali di protezione, maschere antigas, caschi, catapulte per lanciare pietre enormi”. Il ministro ha spiegato di essersi recato “per una breve vista al Comando Provinciale dei Carabinieri a Torino” dove ha incontrato alcuni carabinieri coinvolti nelle violenze.

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