“I fondi per il ponte non si toccano”, Salvini tira dritto sui danni del maltempo al Sud: la proposta
Santa Teresa Riva, foto da Facebook Danilo Lo Giudice
I fondi destinati al ponte sullo Stretto per i danni del maltempo al Sud? Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, a margine di un convegno su Roberto Maroni a Montecitorio, ha tagliato corto: “No, perché sono fondi per investimenti, bisogna conoscerle le cose. Poi noi abbiamo quasi 30 miliardi di cantieri aperti in Sicilia, cosa facciamo? Li blocchiamo? Troveremo i fondi che servono per Sicilia, per Calabria e per Sardegna ma senza bloccare le scuole, gli ospedali, i ponti, le gallerie, la Tav, il tunnel del Brennero”.
Della stessa idea anche il ministro Nello Musumeci: “Sono argomenti da caffè”, ha osservato nel corso di un’intervista, quelli di chi pensa di “sottrarre soldi a una delle più grandi strutture al mondo che serve al Mezzogiorno per presentarsi con le carte in regola”. “E’ un argomento pretestuoso di chi è contrario alle infrastrutture strategiche. Qualcuno vuol farci tornare alle palafitte. Noi pensiamo a un Sud infrastrutturato, con facili collegamenti tra le due sponde”, ha aggiunto Musumeci, spiegando che per Niscemi “il denaro è già nel bilancio del Dipartimento ricostruzione della Protezione civile e se non dovesse bastare il governo sarebbe in condizioni di recuperare altri fondi”.
“Il Ponte va fatto, poi si può forse fare qualche anticipazione, vedremo cosa si può fare: ci sono tante proposte e si valuteranno tutte, compresa quella. Ma bisogna prima quantificare i danni, capire quanto serve e dove serve: tutte le proposte sono utili”. Sono le parole più caute del ministro degli Esteri Antonio Tajani a Bruxelles, rispondendo a una domanda sull’uso dei fondi del Ponte sullo Stretto di Messina per le regioni colpite dal maltempo.
“C’è una straordinaria mobilitazione del governo, i 100 milioni sono solo un intervento iniziale. Sarò lunedì in Sicilia, Calabria e Sardegna per incontrare le imprese che hanno subito danni e che devono essere sostenute, così come abbiamo fatto in Emilia-Romagna”, ha spiegato Tajani. “La Protezione Civile dovrà ora lavorare a una relazione approfondita da presentare all’Ue per ottenere i risarcimenti del Fondo di solidarietà. L’Europa è sempre stata generosa con l’Italia davanti alle calamità naturali”, ha concluso.
