Frana a Niscemi, scatta la sospensione dei mutui: “Area rossa è destinata a allargarsi”
Foto da Facebook Comune di Montedoro
“C’è una sospensione del pagamento delle rate di mutuo e di ogni altra obbligazione. Con la ministra Calderone stiamo individuando quali e quanti ammortizzatori servono per sollevare quelle aziende, ora inattive, che dovrebbero pagare i contributi per i lavoratori. Alcune misure credo siano già alla firma, altre hanno bisogno di un provvedimento di legge e lo affronteremo nel Consiglio dei ministri”. Sono le parole del ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, intervistato da Rtl, a proposito della frana di Niscemi.
“La linea del fronte continua ad arretrare verso il centro abitato, l’area rossa è destinata a allargarsi”, ha aggiunto Musumeci che ha anche reso noto di aver costituito un team di esperti per valutare il fenomeno e in particolare se il fronte della frana possa “arretrare negli anni verso il centro abitato”.
“Per il governo e la Protezione civile è importante consentire alle famiglie costrette ad allontanarsi dalle loro case, molte delle quali non potranno più tornare, offrire loro la possibilità di un tetto dignitoso”, ha detto ancora il ministro aggiungendo: “Il Comune individui un’area alternativa e noi siamo pronti a intervenire”.
Frana a Niscemi, Musumeci annuncia indagine amministrativa
Nel corso dell’intervista, il ministro Musumeci ha annunciato anche “un’indagine amministrativa” finalizzata a valutare perché dopo la frana del 1997 a Niscemi non si sia intervenuti.
Musumeci ha fatto riferimento a “omissioni e superficialità”. “Si era probabilmente convinti che la frana si fosse arrestata. Tutto questo va valutato con un’indagine amministrativa – ha detto -. Oggi ne parlo al Consiglio dei ministri. È importante fare la cronistoria di quello che è accaduto negli ultimi 30 anni e perchè siamo arrivati a un punto di non ritorno. Nel 1997 non si è intervenuti: vorrei capire se c’è stata una sottovalutazione del fenomeno”.
Niscemi più grave del Vajont
“Io do soltanto un dato che riesce a dare la cifra. In questo momento stiamo parlando di un movimento franoso che è circa di 350 milioni di metri cubi”, ha detto il capo dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano, ospite al programma Start di Sky TG24. “Per fare un paragone – ha proseguito – il disastro del Vajont del 1963 ha movimentato 263 milioni. Quindi tecnicamente siamo quasi una volta e mezza la quantità di montagna e di territorio e di massa franosa che è caduta rispetto a quella del Vajont”.
