Paura al Civico, minaccia operatori sanitari con un bisturi e ruba dagli spogliatoi: “Situazione fuori controllo”

0

Polemica dei sindacati su quanto accaduto nella serata di ieri. La direzione: “L’organizzazione del servizio di vigilanza e sicurezza ha dimostrato di essere resiliente, tempestiva, adeguata ed efficace, garantendo la sicurezza personale”.

donna

Paura al Pronto Soccorso dell’ospedale Civico di Palermo: ieri sera un individuo si sarebbe introdotto nei locali del reparto di Radiologia e negli spogliatoi del personale, rubando alcuni beni personali degli operatori sanitari e minacciandoli con un bisturi.

“Esprimiamo solidarietà al personale della Radiologia minacciato a seguito del furto ai danni dell’ospedale e condanniamo il vile gesto – commenta la direzione strategica di ARNAS “Civico Di Cristina Benfratelli” di Palermo -. Si è dimostrata l’efficacia dell’organizzazione del servizio di vigilanza adottata nell’ente, grazie a cui il furto è stato sventato e la sicurezza degli operatori assicurata ”.

Paura al Civico, furto e minacce con un bisturi

L’azienda riferisce una ricostruzione dell’accaduto basta sulla relazione di servizio trasmessa da “Vigilanza Italia” (ditta di  vigilanza preposta): “L’operatore di “vigilanza” intervenuto riferisce che, intorno alle ore 22:00, unitamente ad un collega, si è recato presso il primo piano del Pronto Soccorso – reparto di Radiologia – a seguito di segnalazione da parte degli operatori sanitari. Le guardie giurate hanno riscontrato la presenza di un soggetto in evidente stato di agitazione psicomotoria che importunava i parenti dei pazienti, con il rischio concreto di degenerazione della situazione”.

Le due guardie sono prontamente intervenute, allontanando l’uomo. Gli operatori del reparto hanno riferito che il soggetto si era introdotto abusivamente nei locali del reparto e negli spogliatoi del personale, sottraendo beni personali (scarpe e jeans) e minacciando gli stessi con un bisturi. “Nel momento in cui il soggetto faceva nuovamente ritorno presso il Pronto Soccorso – prosegue la ricostruzione -. le guardie di vigilanza hanno recuperato gli effetti personali sottratti agli operatori e quant’altro indebitamente prelevato, richiedendo contestualmente l’intervento delle Forze dell’Ordine. La Polizia di Stato, intervenuta sul posto, ha raccolto le dichiarazioni degli operatori sanitari, i quali hanno confermato l’episodio di furto, nonché di essere stati minacciati con un bisturi.  L’autore dei fatti è stato tratto in arresto”.

L’azienda: “Servizio di vigilanza e sicurezza adeguato ed efficace”

L’azienda precisa che il servizio di sicurezza è affidato a una ditta esterna, aggiudicataria di una gara quinquennale bandita dalla Centrale Unica di Committenza Siciliana. A partire dal 2024, con l’ingresso della nuova ditta, sono stati attuati interventi migliorativi sul piano della sicurezza, tra cui la sostituzione del portiere di vigilanza attivo fino alle ore 20:00 con una guardia armata presente h 24 presso il Pronto Soccorso del Presidio Ospedaliero Civico. A seguito di questo assetto in atto ci sono tre guardie armate (due presso l’ingresso principale ovvero Triage, e una presso l’ingresso posteriore). La suddetta organizzazione garantisce l’immediato intervento in situazioni critiche, assicurando, al contempo, la copertura continua del Pronto Soccorso con una unità di vigilanza dedicata.

“Si ritiene che tale rafforzamento consenta di prevenire il degenerare di situazioni critiche e di garantire un adeguato controllo in condizioni di emergenza – si legge nella nota della direzione -. L’organizzazione del servizio di vigilanza e sicurezza ha dimostrato dunque di essere resiliente, tempestiva, adeguata ed efficace, garantendo la sicurezza personale”.

L’Azienda, in linea con le previsioni contrattuali, sta inoltre implementando ulteriormente i livelli di sicurezza dei Pronto Soccorso mediante l’installazione di sistemi antirapina presso i Presidi Ospedalieri “Civico e Di Cristina”. Si tratta di dispositivi progettati per reagire in modo immediato al verificarsi di eventi sospetti o di rapine in corso. A differenza dei tradizionali impianti antintrusione, tali sistemi non si limitano alla mera segnalazione di un allarme, ma attivano protocolli operativi specifici e immediati. Il funzionamento dei sistemi si basa sull’integrazione di più tecnologie, quali: sensori e dispositivi di attivazione; segnalazioni silenziose inviate direttamente alla centrale operativa; telecamere ad alta definizione con registrazione e trasmissione delle immagini in tempo reale; controllo remoto da parte di guardie giurate autorizzate. Elemento cardine del sistema è la rapidità di azione in caso di necessità, in quanto il segnale di alert viene immediatamente trasmesso alla centrale operativa, consentendo un pronto intervento delle guardie giurate o delle Forze dell’Ordine. Inoltre, grazie all’attivazione silenziosa, il soggetto malintenzionato non viene allertato, riducendo significativamente il rischio di escalation violente.

A tutela della sicurezza di tutti gli altri padiglioni ospedalieri è inoltre previsto un servizio di ronda, svolto da una guardia giurata mediante “Vigilanza Italia”, che viene effettuato secondo intervalli temporali e percorsi casuali. Sono previsti, in particolare, otto passaggi giornalieri nei punti più sensibili del presidio ospedaliero “Civico” e quattro presso il presidio ospedaliero “Di Cristina”, al fine di garantire una copertura estesa ed efficace di tutte le aree e i reparti ospedalieri. “L’azienda – conclude la nota – altresì, già da tempo ha istituito il GDL (gruppo di lavoro ) tecnico aziendale, in linea con la raccomandazione dell’ 8, novembre 2007 (Ministero della Salute ) dedicato alla prevenzione dei  fenomeni di aggressione ai sanitari, nella ratio di incoraggiare l’analisi dei luoghi di lavoro e dei rischi correlati e l’adozione di iniziative e programmi, volti a prevenire gli atti di violenza e/o attenuarne le conseguenze negative”.

Cisl: “Situazione fuori controllo, non solo al Civico”

“È un fatto grave e inaccettabile, il personale sanitario degli ospedali non può essere oggetto continuo di aggressioni verbali e fisiche, non può essere il parafulmine per tutte le inefficienze del sistema. Chiediamo maggiore sicurezza e tutela della loro incolumità”. Così commentano la notizia la segretaria generale Cisl Palermo Trapani Federica Badami, la segretaria generale Cisl Medici Palermo Trapani Giorgia Vitello e Alessandro Magno, segretario aziendale Fp Cisl Palermo Trapani.

“La situazione è fuori controllo non solo al Civico ma in tutti i nosocomi del nostro territorio, le aggressioni soprattutto nelle aree d’emergenza sono quasi quotidiane, le denunciamo tutte, ma nulla è cambiato”, aggiungono i tre sindacalisti. “La questione sicurezza deve essere prioritaria e cammina insieme al rilancio delle prestazioni sanitarie e del potenziamento del personale. Chiederemo in tal senso un incontro alla dirigenza, perché siamo stanchi di assistere a questi gravi episodi che mettono a rischio l’incolumità di tutto per il personale”.

CIMO: “Rabbia e indignazione”

Sulla questione interviene con una nota anche Giuseppe Bonsignore, Segretario Regionale CIMO: “Ciclicamente come sindacato, ci troviamo costretti a reintervenire e ad occuparci di sempre più allarmanti casi di violenza nei confronti degli operatori sanitari all’interno degli ospedali. Non possiamo che esprimere vicinanza e solidarietà agli operatori coinvolti presso la radiologia dell’ospedale Civico di Palermo nella giornata di ieri e al tempo stesso manifestare rabbia e indignazione nei confronti di chi dovrebbe da tempo, garantire sicurezza e incolumità del personale sanitario e che al contrario, per motivi esclusivamente economici e per fare quadrare i bilanci, non interviene adeguatamente”.

“Come in altre occasioni e in altri ospedali in passato – aggiunge il segretario di Cimo Sicilia – abbiamo chiesto più volte di potenziare i servizi di portierato di guardiania di videosorveglianza e di mettere in atto tutte le misure possibili per provare a frenare e a ridurre questi episodi di violenza immotivati e ingiustificati in qualsiasi caso. Le aziende sanitarie non intervengono trincerandosi dietro l’asserita carenza di risorse economiche, la Regione e l’assessorato della Salute non intervengono nonostante questi episodi si susseguono con una frequenza sempre maggiore e con gravità sempre più elevata. In passato – sottolinea Bonsignore – abbiamo anche scritto ai prefetti della Sicilia, ma anche in quel caso non abbiamo ottenuto alcuna risposta. Gli operatori sanitari si sentono quindi abbandonati al proprio destino, pieni di rabbia e sempre più demotivati. Anche questo è uno dei motivi della fuga di medici e infermieri dagli ospedali. Prima o poi – conclude Bonsignore – arriveremo a un punto di non ritorno, ma nel frattempo non possiamo aspettare che ci scappi il morto”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *