Colletta per l’oratorio condannato, l’assessore Calabrò: “Attività da sostenere, specie nei quartieri più fragili”

L’assessore alle Politiche Sociali appoggia la colletta proposta dal sindaco Roberto Lagalla: “Difendere questi luoghi significa investire nella crescita dei più piccoli e nel futuro della comunità”.

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L’assessore alle Politiche Sociali Mimma Calabrò interviene sul “caso” della parrocchia di Santa Teresa del Bambino Gesù, condannata a risarcire i residenti di via Filippo Parlatore per gli schiamazzi prodotti dai bambini che frequentano l’oratorio. Un contenzioso che va avanti da circa dieci anni e che vede adesso una sentenza del tribunale che sta causando non poche polemiche (LA VICENDA).

Il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, pur ribadendo il rispetto per la sentenza e la comprensione dovuta alle ragioni dei residenti, ha sottolineato anche il valore degli oratori quali presidio educativo, sociale e umano, proponendo dunque una colletta per ripagare il risarcimento che adesso la chiesa si trova a dover versare. “Esprimo pieno apprezzamento e sostegno all’iniziativa del sindaco Roberto Lagalla, che con un gesto concreto e di grande valore simbolico ribadisce l’importanza degli oratori e degli spazi educativi per bambini e ragazzi all’interno della nostra città”, fa eco l’assessore Calabrò.

Oratorio condannato, Calabrò: “Investire nel futuro della comunità”

“La proposta di una colletta cittadina è pienamente coerente con il lavoro che l’Assessorato alle Attività Sociali porta avanti da tempo, sostenendo e valorizzando le attività sociali, educative e ricreative promosse dagli oratori, soprattutto nei quartieri più fragili, dove rappresentano un presidio fondamentale di inclusione e prevenzione del disagio – ha aggiunto l’assessore alle Politiche Sociali -. Difendere questi luoghi significa investire nella crescita dei più piccoli e nel futuro della comunità. Per questo confermo la piena disponibilità dell’Assessorato a continuare a collaborare con le parrocchie e con tutte le realtà educative che operano quotidianamente sul territorio, nella convinzione che la cura dei bambini e delle fragilità sia una responsabilità condivisa.”