L’arcivescovo Lorefice e il presidente della commissione antimafia allo Zen, l’Epifania dopo gli spari contro la chiesa
Foto da Facebook
Martedì 6 gennaio, alle 18, il presidente della Commissione Regionale Antimafia Antonello Cracolici prenderà parte a un incontro presso la chiesa di San Filippo Neri, allo Zen, insieme all’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice. La parrocchia è stata bersaglio di atti intimidatori: dopo un primo episodio, nuovi proiettili hanno raggiunto nelle scorse ore la porta secondaria della chiesa, danneggiando il quadro elettrico che si trova all’interno.
“Martedì 6 gennaio sarò con l’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, alla parrocchia San Filippo Neri del quartiere Zen. È ora di far sentire la presenza della città al fianco di padre Giovanni Giannalia che, con grande coraggio, sta svolgendo la sua funzione”, ha dichiarato Cracolici, annunciando l’iniziativa che intende dare un segnale forte di presenza e vicinanza.
L’appello di Lorefice: “Controlli e progettualità”
“Se è vero che colpire una chiesa è un gesto esecrabile perché ferisce un’intera comunità, oltre ad evidenziare un disagio verso il quale l’impegno della chiesa, delle istituzioni e delle realtà che operano per il bene comune non può conoscere cedimenti, di fronte a questa nuovo indegno attacco, che colpisce e danneggia addirittura l’aula nella quale si celebra la liturgia, alziamo la voce con forza nei confronti di chi crede di intimidire e di far indietreggiare l’annuncio coraggioso del Vangelo e l’impegno di riscatto sociale e culturale del quartiere”. Così l’arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, ha dichiarato dopo la notizia dei colpi sparati a danno della parrocchia San Filippo Neri.
“Ostentare queste forme di violenza e di aggressione è segno di debolezza, oltre che di grettezza e di sottosviluppo umano – ha proseguito -. Chi usa violenza non è un uomo, è un bruto, un mostro. Rinnoviamo il nostro appello a tutti coloro che ne hanno il ruolo di continuare a mettere in campo un’azione sinergica che preveda, oltre ad una costante e decisa attività di controllo del territorio, una lungimirante politica urbanistica su questi quartieri della città, unitamente a una rinnovata progettualità educativa e di cura delle persone, affinché i semi di speranza piantati recentemente nel cuore di questo quartiere, periferia geografica ma non umana di Palermo, possano portare frutti abbondanti di rigenerazione. La Chiesa palermitana continuerà a dare con creativo coraggio il suo apporto”.
